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    25/07/2024

Cresce la struttura imprenditoriale irpina, ma il ritmo è più lento

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Economia_movimprese.jpgAVELLINO - Uno dei principali terminali per misurare l’andamento dell’imprenditorialità è rappresentato dal registro delle imprese, tenuto dalle Camere di commercio.  Infocamere – la società telematica degli enti camerali che ha, tra i suoi compiti, anche quello della gestione delle informazioni derivanti dal citato registro – ha divulgato, insieme a Unioncamere, i dati sulla natalità e mortalità delle imprese nel 2018. Scorrendoli, emerge che, sul piano nazionale, c’è stata una leggera crescita del numero delle aziende giacché le nuove aperture di attività imprenditoriali (348mila) sono state maggiori delle chiusure (317mila).

Carlo Sangalli, presidente di Unioncamere, commentando i dati, ha osservato: “Resta alta la voglia di impresa degli italiani, anche se si avvertono segnali di indebolimento da non trascurare. Occorre sostenere ancora questa vitalità imprenditoriale, anche se la sfida per il sistema Paese è quella di permettere alle aziende di restare sul mercato, contribuendo così alla stessa crescita occupazionale”.  Dalle statistiche in questione risulta che in tutto il Paese i settori in espansione sono il turismo e alcuni comparti del terziario; in rosso, invece, l’industria manifatturiera, l’edilizia e il commercio. Ponendo attenzione alla forma giuridica di gestione delle imprese è confermata la tendenza alla crescita numerica delle società di capitale, a scapito delle ditte individuali e delle società di persone.

L’andamento nella nostra provincia non si discosta di molto da quello dell’intero stivale. Anche da noi è lievitato il numero delle imprese. Il saldo tra iscrizioni e cessazioni è stato, però, di  appena 167 unità; infatti, a fine 2018 si contavano sul territorio provinciale 44.564 imprese, a fronte delle 44.397 dell’anno precedente. Il tasso di crescita si è fermato allo 0,43%: il più basso tra le province campane (Napoli 1,55; Caserta 1,47; Salerno 1,13 e Benevento 1,11); a livello nazionale si è assestato sullo 0,52%. Da rimarcare che quello registrato in Irpinia è il tasso più basso dell’ultimo triennio poiché nel 2016 raggiunse 1,11 e nel 2017 addirittura quota 1,5.  Dunque, c’è stato un netto rallentamento nel ritmo di espansione; la frenata desta preoccupazione giacché le prospettive per l’immediato futuro non sono rosee essendo prevista un’altra fase recessiva sia a livello nazionale che globale.

La distribuzione del numero complessivo delle imprese irpine per forma giuridica vede sempre in testa le ditte individuali (sono 27.079 e rappresentano il 61% del totale; in tutt’Italia si fermano al 52%). A seguire ci sono le società di capitale; alla Camera di Commercio ne risultano registrate  11.305 (sono il 25% del totale, mentre nell’intera penisola rappresentano il 28%). Poi nella nostra provincia operano altre 6.180 imprese tra società di persone, cooperative e consorzi. Il loro peso sull’intero tessuto imprenditoriale irpino è del 14%, contro il 20 di tutto il Paese. Quindi, su 100 imprese in totale, da noi  61 sono gestite dal solo titolare e 39  da forme societarie; in tutt’Italia le percentuali sono, rispettivamente, del 52 e del 48%. All’inizio di questo millennio le ditte individuali in Irpinia erano 77 su 100 e 23 le imprese condotte con forme collettive. Gli stessi parametri a livello nazionale erano del 60% per le ditte individuali e del 40% per le forme societarie. C’è stato, dunque, nel corso degli ultimi lustri un indubbio irrobustimento dell’impalcatura imprenditoriale irpina; il divario col resto del Paese si è accorciato, ma resta ancora elevato.

Tracciamo ora un succinto bilancio per settore economico. In provincia di Avellino il maggior numero d’imprese appartiene al settore agricolo. Sono, infatti, oltre 11 mila: il 25% del totale. Ben 10.800 aziende (il 24%) operano nel comparto commerciale; 4.800 (il 10%) si occupano di edilizia; 4.000  il 9% del totale) di attività manifatturiere;  2.700 (quasi il 6%) di attività ricettive; 800 circa (poco meno del 2%) di trasporti. Quasi 6.500 imprese (il 15% del totale) appartengono alla galassia dei servizi. Ci sono poi 3.400 imprese “non classificate”; si tratta – come avverte Infocamere nel suo glossario – di imprese “ prive del codice di importanza  relativo all’attività economica da esse svolta”.

Il numero di imprese agricole nell’ultimo anno rispetto al precedente è aumentato dello 0,7%. Quello delle imprese dei trasporti del 2,4. Le attività ricettive sono cresciute di oltre il 2%; stessa percentuale d’incremento per i servizi. Un vero e proprio boom si è avuto, poi, nelle attività professionali (+7%). Le attività in perdita sono state le imprese manifatturiere (-0,3%), quelle delle costruzioni (-0,9%) e il commercio al minuto (quasi l’1%).

 

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