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    25/07/2024

Qualità della vita: prima Pordenone, Avellino ora è settantesima

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita11_avellino.jpgAVELLINO – Qualità della vita: la provincia di Avellino scala nel 2020, rispetto all’anno  precedente, tredici posizioni nella graduatoria nazionale e si piazza al 70esimo posto tra le 107 circoscrizioni provinciali in cui è suddiviso il Paese. Lo si rileva dalla consolidata indagine annuale - giunta alla 22esima edizione -  realizzata da Italia Oggi e Università  La Sapienza di Roma, in collaborazione con Cattolica Assicurazioni. Il punteggio finale attribuito all’Irpinia è pari a 477.

La vetta della classifica spetta a Pordenone con mille punti; sul podio Trento e Vicenza con poco meno di 900 punti a testa. Tra le province campane, la nostra è seconda giacché è preceduta da Benevento (33esima, con 635 punti), e seguita da Salerno (83esima con 413 punti), Caserta (93esima con 251 punti) e Napoli (103esima, con 142 punti).

Sono nove i gruppi di dati (“dimensioni di analisi”, li definiscono i ricercatori del noto quotidiano economico) presi in considerazione dallo studio: affari e lavoro, ambiente, sicurezza  sociale, istruzione e formazione del capitale umano, popolazione, reddito e ricchezza, reati e sicurezza, sistema salute e tempo libero. Ben sedici sono le “sottodimensioni” e  85 gli indicatori analizzati: tre di questi si riferiscono all’emergenza in corso causata dal corona virus.

Nella classifica “affari e lavoro” la provincia di Avellino si pone sull’84esimo scalino, scendendone due rispetto all’anno scorso. In questa sezione si tiene conto del tasso di occupazione e di disoccupazione, del numero di imprese esistenti per centomila abitanti, delle start-up e delle Pmi innovative,  ecc. Nel raggruppamento di indici riferiti all’”ambiente” l’Irpinia (che un anno fa era nelle ultime posizioni della graduatoria nazionale) ha guadagnato diversi posti,  collocandosi sullo scalino n.76. L’indicatore riferito al biossido di azoto è valso a far migliorare il nostro livello in quanto tra le 107 province italiane siamo  ventinovesimi; ma per polveri sottili precipitiamo all’89 esimo posto. Buono il piazzamento per consumi idrici e di energia elettrica (rispettivamente 16esimo e 26esimo posto); ottimo quello relativo alla raccolta di rifiuti urbani (sesta posizione). Per numero di veicoli circolanti per kmq di superficie urbanizzata (il dato questa volta si riferisce alla sola città capoluogo) occupa il 75esimo scalino. Anche il parametro che misura la densità di piste ciclabili si riferisce al capoluogo; qui, siamo davvero  in coda: 96-esimi! La città di Avellino precipita al 99esimo posto per disponibilità di aree pedonali, ma si riscatta per raccolta differenziata dei rifiuti andando a posizionarsi sul 24esimo scalino.

La classifica riguardante i “reati e la sicurezza” vede la circoscrizione irpina in posizione mediana fra tutte le aree del Paese: è 59esima; bassa la percentuale di furti e borseggi, di reati connessi al traffico di stupefacenti, di rapine in banche e uffici postali; elevato, al contrario,  il numero di  truffe e frodi informatiche, estorsioni, lesioni e percosse.

Passando al gruppo di indicatori relativi alla “sicurezza sociale” l’Irpinia consegue valori apprezzabili. Siamo all’undicesimo posto tra tutte le province italiane. Addirittura facciamo registrare l’indice più basso d’Italia di incidenti sul lavoro: 11,71 per ogni mille occupati. A Bolzano (che detiene il primato in negativo) se ne contano 62.  Modesto il numero di suicidi per mille residenti: 3,79, contro i 15 di Belluno, primatista in Italia. Non frequenti i reati a sfondo sessuale: appena 0,95 per centomila residenti, siamo al 12esimo  posto in Italia. Anche l’incidenza di morti per tumore sulla mortalità complessiva è abbastanza contenuta: 23,60%. Con questo valore, Avellino è al 21esimo posto. Al contrario, è particolarmente elevato il numero di morti e feriti per incidenti stradali. Ogni 100 sinistri se ne contano 158; questo valore fa occupare alla nostra provincia l’84-esimo scalino tra i 107 che formano la scala nazionale.

Nella classifica che si riferisce all’”istruzione, formazione e capitale umano”, la provincia di Avellino è 81esima. In quella riferita alla “popolazione” (natalità, mortalità, emigrazione e immigrazione) risale numerose posizioni; si piazza al 48-esimo posto. La classifica sul sistema “salute” ci vede in una posizione di rispetto: siamo sedicesimi. Addirittura per posti letto in ostetricia e ginecologia abbiamo il miglior indice tra tutte le province dello stivale: 42 posti per centomila residenti. Anche in cardiologia, cardiochirurgia e unità coronariche siamo messi più che bene: con 36 posti letto per 100 mila abitanti siamo al settimo posto in Italia. Scivoliamo in 18esima posizione per posti letto in terapia intensiva e terapia intensiva neonatale e alla 37esima posizione per posti letto in terapia oncologica.

Il dossier di Italia Oggi offre anche qualche parametro sul covid 19. I dati si riferiscono al periodo gennaio-agosto di quest’anno e, quindi, non tengono conto della seconda ondata dell’epidemia iniziata dopo le ferie estive. Ebbene, l’Irpinia con 10,45 casi ogni mille residenti nel suddetto periodo era al 40esimo posto in Italia. Il tasso di variazione della mortalità rispetto al quinquennio 2015-2019 tra gli over 65 è aumentato del 4,97%. Si pensi che a Bergamo, detentrice del triste primato nazionale, l’aumento raggiunse  il 131%. Lo stesso tasso calcolato per gli under 65, è stato pari per Avellino a -3,18, mentre nella su citata provincia orobica è stato del +11,37%.

Nel gruppo “tempo libero” l’indagine di Italia Oggi prende in considerazione i seguenti indicatori, rapportati a 100 mila abitanti: strutture dedicate al turismo, strutture dedicate al tempo libero, agriturismo, alberghi, ristoranti e bar, sale cinematografiche, palestre, associazioni ricreative, artistiche e culturali, librerie.  Qui l’Irpinia è messa davvero male; raggiunge un punteggio di 151 (contro i 1.000 di Siena) e si piazza al 97esimo posto.

Assai deludente anche la classifica riguardante il “reddito e la ricchezza”.  È sul 93esimo scalino: reddito pro-capite, retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti, importo medio delle pensioni, numero di percettori di pensioni di basso importo, ricchezza patrimoniale, prezzo a metro quadrato di un appartamento, questi gli elementi considerati. Un dato per tutti: la ricchezza patrimoniale. Per un irpino è pari a 113 mila euro contro i 295 mila di un milanese. Ma siamo i più “ricchi” della Campania giacché il patrimonio di un salernitano è di 102 mila euro, di un napoletano di 95 mila, di un beneventano di 93 mila e di un casertano di 91 mila.

 

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