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    17/06/2026

La brigantessa ritrovata, nel libro di Massaro la nuova vita di Filomena Pennacchio

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In alto, una foto di di Filomena Pennacchio. In basso, da sx: Cardin, Corcione e MassaroMERCOGLIANO – Nel corso delle manifestazioni culturali della rassegna “Voci e note d’ autore”, presso l'auditorium della biblioteca statale di Loreto di Mercogliano, è stato presentato il nuovo lavoro di Andrea Massaro, Filomena Pennacchio – La brigantessa ritrovata, edizioni “Il Papavero”. Primo ad intervenire è stato padre Andrea David Cardin, direttore della biblioteca di Montevergine, che ha evidenziato l’indagine prettamente archivistica portata avanti da Massaro per la costruzione dell’impianto storico del personaggio. L’editore Donatella De Bartolomeis ha presentato il lavoro mettendo in luce l’importanza della ricerca effettuata con spirito certosino e meticoloso che ha offerto nuovi spunti al  fenomeno del brigantaggio in Irpinia durante gli anni immediatamente successivi all’Unità d’Italia. Bianca Corcione, funzionario della biblioteca, si è soffermata sull’importanza delle carte d’archivio utili per conoscere il nostro passato.

L’autore ha presentato il suo lavoro illustrando le inaspettate “sorprese” che hanno segnato il percorso di Filomena Pennacchio, risorta a nuova vita dopo gli anni di carcere scontati a Torino, prima capitale del nuovo regno d’Italia. Nel libro di Massaro sono descritte la figura e le gesta della brigantessa irpina nativa di San Sossio Baronia, che nel periodo 1861-64 militò con estrema audacia nelle agguerrite bande dei briganti di questa terra. La Pennacchio si è meritata, anche recentemente, l'attenzione di molti scrittori, storici, romanzieri e giornalisti che hanno raccontato le sue imprese fino al suo arresto, avvenuto a Melfi nel 1864.

I molti autori che hanno trattato la sua figura hanno affermato che dal giorno della condanna a 20 anni di lavori forzati, poi ridotti a sette dal Tribunale militare di Avellino, la brigantessa è scomparsa nel buio della storia, da dove era venuta. Spetta a Massaro il merito di averla rintracciata, sia pure molto lontana dalla sua terra, protagonista di una nuova vita che ha riservato molti colpi di scena, inimmaginabili e impensabili per una povera analfabeta d'Irpinia dell’Ottocento.

Il volume di Massaro si avvale della prefazione di Generoso Picone, responsabile della redazione di Avellino de “Il Mattino”.

 

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