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    21/11/2017

Regionali 2015/Troppi litigi, astensionismo in aumento

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica5_consiglio_regio.jpgAVELLINO – Fra due settimane si voterà per il rinnovo del Consiglio regionale della Campania. I due principali sfidanti sono gli stessi di cinque anni fa: Caldoro, alla testa del centrodestra, e il sindaco di Salerno, De Luca, a guidare il centrosinistra. Cinque anni fa vinse Caldoro, ma oggi indubbiamente la situazione è profondamente diversa.

Innanzitutto a livello nazionale appare appannato il carisma di Berlusconi, mentre il Pd di Renzi, nonostante le polemiche interne, è saldamente alla guida del governo e si muove con determinazione lungo la strada delle riforme. A livello regionale, poi, due forze politiche che cinque anni fa sostennero Caldoro, vale a dire l'Udc di De Mita e i centristi di Arturo Iannaccone, stavolta sono schierati con il centrosinistra. E gli stessi sondaggi al momento danno De Luca in testa, sia pure per pochi punti di scarto.

In realtà in politica le cose non sono mai così semplici come sembrano e, soprattutto, ogni giorno vi sono elementi di novità che potrebbero capovolgere le previsioni della vigilia.

È, ad esempio, di queste ultime ore la notizia della richiesta di condanna ad otto anni, avanzata dal pubblico ministero, nei confronti del dottor Iannace, candidato in una lista a sostegno di Enzo De Luca. E quasi in contemporanea giunge la richiesta della Procura di Napoli di rinvio a giudizio per peculato del presidente del Consiglio regionale, Pietro Foglia, schierato a sostegno di Caldoro, con la lista del Ncd.

In termini di voti persi conteranno qualcosa questi due fatti? Si pareggeranno a vicenda, senza determinare, quindi vantaggio per nessuno dei due schieramenti?

Poi c'è la polemica sui cosiddetti impresentabili, che sarebbero candidati a sostegno di De Luca. Negli ultimi giorni, però, sembra stiano venendo fuori "impresentabili" anche nelle liste di  Caldoro. Non crediamo, però, che saranno tanti gli elettori di centrosinistra che non voteranno De Luca perché nelle sue liste c'è qualche ex esponente della destra o il capo dell'opposizione al sindaco renziano di Casal di Principe.

Piuttosto il vero terreno sul quale si deciderà la contesa elettorale è quello dell'astensionismo e del voto di protesta. La riforma della scuola portata avanti con fermezza da Renzi suscita forti malumori fra gli insegnanti e i sindacati di categoria. Né rende felici i pensionati sapere che la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità del blocco degli adeguamenti delle pensioni, ma il governo non ha ancora deciso se e quando restituirà il "maltolto".

C'è insomma il rischio concreto che crescano le astensioni e che il voto di protesta si incanali, in misura maggiore del previsto, verso i grillini. E se il Pd di Renzi perde consensi, sarà dura anche per De Luca.

 

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