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    20/11/2017

Comune: bilancio e poteri forti

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Il Comune di AvellinoAVELLINO – “Bilancio di previsione 2015. Bilancio pluriennale 2015-2017. Relazione previsionale e programmatica ed allegati obbligatori. Approvazione”. Per quelle strane alchimie della politica figura all’ultimo punto dell’ordine del giorno l’argomento più importante all’esame del Consiglio comunale di Avellino convocato nei giorni 24, 25 e 26 agosto in prima convocazione, e il giorno 27 in seconda, vale a dire l’approvazione del bilancio di previsione che rimane uno dei momenti più importanti nella vita di un ente. E, stando ai rumores di questi giorni che attengono al clima di forte lacerazione che c’è all’interno della maggioranza, potrebbe slittare, per mancanza del numero legale, proprio in seconda convocazione la discussione sull’importante strumento contabile con quali conseguenze sulla tenuta dell’amministrazione tutte da verificare.

La quattro giorni consiliare costituisce, in ogni caso, sul piano del riscontro politico, il primo banco di prova importante per il sindaco Paolo Foti che si è dato 180 giorni di tempo per verificare la validità o meno del recente rimpasto in seno alla giunta che, come è noto, ha dato la stura ad una sequela di polemiche che sicuramente troveranno vasta eco all’interno dell’assise cittadina, e non solo da parte dei gruppi di opposizione.

Ricordate? C’è chi come Stefano La Verde addirittura ha parlato di “poteri forti” che condizionerebbero la vita amministrativa cittadina al punto che proprio questi argomenti sarebbero stati al centro dell’audizione che l’ex vicesindaco ha reso nei giorni scorsi ai magistrati della Procura della Repubblica di Avellino. Naturalmente non è dato di sapere che cosa è stato detto e quali riflessi tale audizione potrà avere o meno sulla vicenda amministrativa.

Una riflessione però ci sembra opportuno di dover fare a proposito dei nomi che, in più sedi, sono stati collegati, in questa torrida estate 2015, ai cosiddetti “poteri forti” che incomberebbero sulla città di Avellino. Ebbene, se quelli sono i nomi, quelli cioè che da sempre hanno costituito il sottobosco e la manovalanza delle segreterie e degli apparati partitici della Prima Repubblica, che sono sempre sopravissuti grazie alle elargizioni ed alle prebende dei vari signori delle clientele e dei vecchi padroni del vapore e che meglio non hanno saputo fare che sottostare al servizio di presunti leader che oggi vomitano veleni per il fallimento del loro operato politico sfociato in più d’una bocciatura elettorale, ebbene, dicevamo, se questi sono gli animatori dei poteri forti, gli avellinesi possono stare tranquilli e continuare a dormire sonni beati. Non vengono certo da questi personaggi i pericoli per la nostra comunità, non ci troviamo di fronte a situazioni gestite da presunti emuli dei capi della mafia, della n‘drangheta o della camorra.

I pericoli vengono soprattutto da chi ha la pretesa di voler governare senza un’idea precisa della città, senza un progetto complessivo collegato allo sviluppo di una città che possa stare al passo coi tempi nella vita sociale, culturale, nell’avanzamento economico e produttivo, in una sola parola nella qualità della vita.

Consiglio comunale odg

 

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