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    21/09/2017

«No alle mani sull’Eliseo ma solo cinema d'autore»

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L'ex Gil-EliseoAVELLINO – La buona notizia è che a distanza di quasi 15 anni dall'inizio dei lavori di ristrutturazione dell'ex cinema Eliseo, finalmente, la  Regione Campania  ha ceduto il bene che diventerà di proprietà del Comune di Avellino, soprattutto grazie ai fondi europei. Quella brutta è che non si sa se il Centro di cultura cinematografica Camillo Marino e Giacomo d'Onofrio, come è stata ribattezzata la storica sede di via Roma, rimarrà una sede per rappresentazioni d'essay.

I recenti indirizzi votati dal Consiglio comunale, su proposta dell'assessore alla Cultura Gambardella, da non confondere con il più noto Jepp de La grande bellezza, trasformano l'Eliseo in una onlus indistinta dove si potrà fare di tutto e di più, dove anche privati di dubbia provenienza potranno concorrere per gestire l'opera di architettura progettata da Enrico Del Debbio, tra i capiscuola del razionalismo italiano.

Che fine farà la compagine del Laceno d'Oro e del Premio Camillo Marino, unica in Irpinia ad avere titoli per ambire a gestire e rilanciare il patrimonio storico, morale e culturale di Camillo e Giacomo? Chi inseguirà il mito del Nuovo Sacher di Roma, che fu di Nanni Moretti, dove ancora oggi si proietta cinema d'autore, sperimentale, italiano e si riescono a tenere i conti in regola? Si manterranno le previsioni del Progetto integrato Città di Avellino del 2001 e fonte della maggior parte dei finanziamenti utilizzati negli ultimi anni? Perché, forse per motivi clientelari, si inseguono personaggi ed associazioni, senza né arte né parte, che hanno strumentalmente utilizzato il concetto di bene comune e fondazione di partecipazione, "una cagata pazzesca" per Fantozzi, solo per mettere le mani sull'Eliseo?

Per la cronaca va ricordato che il cinema, più volte vandalizzato senza mai scoprire i colpevoli, non ha ancora uno schermo né un proiettore e che nella cabina di proiezione non esistono punti corrente. Svanirà per sempre il sogno di fare dell'ex Gil un centro unico in Italia di fruizione di cinema di qualità, sede, anche grazie all'archivio Marino, di materiali unici sul filone neorealistico, della redazione di Cinemasud, luogo dei mestieri del cinema?

Quando, con Antonio Di Nunno e Generoso Picone, si pensò di investire sull'Eliseo, erano i tempi del cinema in Piazza Duomo, il modello gestionale nasceva dalle realtà che allora si occupavano di cinema sul territorio. Immaginazione, Centro Donna, la rete dei cineforum parrocchiali, poi Zia Lidia Social Club ed altri ancora, sicuramente, con l'aiuto delle istituzioni pubbliche e in piccola parte di privati, avrebbero avuto le competenze per far vivere il centro cinematografico ed un'amministrazione coscienziosa avrebbe dovuto spronarli a fare ciò.

È superfluo, inoltre, ricordare che l'associazione Immaginazione è a titolo esclusivo titolare del marchio Laceno d'Oro attraverso il quale si potrebbero ottenere finanziamenti per eventi prestigiosi sia all'interno della sala sia, soprattutto in estate, all'esterno.  Se qualcuno pensa di poter lucrare con i cinepanettoni, le sagre nel piazzale, le mostre e gli eventi commerciali deve sapere che sta completamente stravolgendo le finalità per le quali fu finanziato il restauro dell'Eliseo.

Cinema d'autore, cinema d'autore, cinema d'autore: è la missione ed il futuro di un luogo simbolo della gioventù avellinese e di quanti, in anni passati, hanno coltivato l'ambizione che puntando sulla cultura si potesse rilanciare il ruolo guida  della città capoluogo.

 

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