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    21/11/2017

Centrosinistra, silenzi e resistenze ad personam?

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica_coordinamento_primarie.jpgAVELLINO – Ora che il Pd ed il suo candidato sindaco lanciano appelli a tutte le forze di centrosinistra per affrontare uniti la competizione elettorale per il Comune viene da chiedersi come mai proprio il Partito democratico ed i suoi dirigenti (in pratica il vertice della coalizione) hanno preferito ignorare l’appello che fu loro rivolto da un gruppo di cittadini (Amare Avellino) perché non sfasciassero quel che rimaneva di una storica alleanza che qui in Avellino anticipò addirittura l’Ulivo nel 1995. E perché Sel da una rigida preclusione verso il Pd – che non era poi, fuggito Galasso, l’unico partito a dover dare segnali di «discontinuità» con gli ultimi dieci anni di amministrazione civica – sembra oggi più possibilista (almeno al probabile secondo turno)?

Due le verosimili risposte: nel primo caso (il silenzio del Pd) bisognava superare la “questione primarie” per evitare che candidature sostenute dal basso impedissero scelte preparate dall’alto o in qualche angolino nascosto della sede di via Tagliamento. Nel secondo caso la rigida posizione di Sel serviva più a sbarrare la strada a qualcuno con alte possibilità di vincita alle primarie. Anche in questo caso un’operazione ad personam.

E pensare che l’appello lanciato a tutte le forze di centrosinistra non poneva preclusioni né preventivava candidature. A chi chiedono aiuto oggi il Pd e gli altri partiti? E perché dovrebbero riceverlo questo aiuto?

 

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