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    22/11/2017

Per Foti successo netto ed inequivocabile, ma subito impegni gravosi

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica-Editoriale_la_statua_di_carlo_ii_dasburgo_e_la_torre_dellorologio.jpgAVELLINO – Il sessanta (60,57%) a quaranta (39,43%) che sancisce la vittoria di Paolo Foti su Dino Preziosi sfronda completamente ogni ipotesi di valutazione, ogni dubbio, ogni remora sulla elezione a sindaco dell’ex direttore dell’associazione costruttori. Rimangono semmai alcune considerazioni da fare.

La prima riguarda il tramonto della lunghissima epoca demitiana. E sì, perché lo sconfitto, in questa elezione di ballottaggio, non è tanto il candidato Preziosi ma Ciriaco De Mita, l’inutile quanto autorevole regista di questo nuovo tentativo di dare l’assalto a Piazza del Popolo. Durante due campagne elettorali svoltesi nel giro di un mese e mezzo De Mita ha fatto campagna aggredendo prima Angelo D’Agostino (gruppo Monti), poi Nicola Mancino. Difficile dire che D’Agostino e Mancino rappresentino il futuro della politica e della città. Ma certamente – assieme a protagonisti “minori” – hanno saputo costruire un resistente argine all’invasione dell’armata pericolosa che Ciriaco De Mita aveva allestito. In sintesi, appare più che evidente che il Pd, vincitore delle elezioni con un margine inaspettato determinato anche dalla scarsa affluenza alle urne (54% appena, record negativo per Avellino) ha bisogno di molto lavoro davanti a sé. Deve infatti chiarire molte cose tra il suo gruppo dirigente che ha taciuto quando in città c’era da urlare per le cose che si combinavano in Piazza del Popolo e soprattutto in Consiglio comunale. Possono assolvere a questa funzione il vecchiume ed la furbizia attestati in via Tagliamento? Può determinare qualcosa di buono e di nuovo l’assalto ai bersaniani che sarebbe stato condotto, per via burocratica, dal tandem Venezia-De Blasio e da qualche consigliere comunale? Difficile, molto difficile.

Ancora una riflessione che arriva per ultima ma va in realtà posta in cima a questa particolare graduatoria: gli interessi della città, un programma credibile e fattibile. Anche se non è apparso chiaro fino in fondo, la questione urbanistica rimane il punto dirimente della capacità del nuovo sindaco e della nuova giunta di tenere ben saldo il timone nello scorazzare delle ruspe tra una collina ed un vallone. In questo caso il giudizio arriverà subito.

Infine, un riconoscimento all’impegno ed allo stile del contendente Dino Preziosi – mai un insulto, mai un’aggressione verbale – che ha condotto l’armata demitiana ad un passo dalla vittoria al primo turno. Lo ha fregato chi ha provocato lo spappolamento del voto dei gruppi di destra le cui liste, due settimane fa, raccolsero il 49% dei consensi.

 

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