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    26/09/2017

Stadio: modernità sì, speculazioni no

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Una veduta dall'alto dello stadio Partenio-Lombardi con alle spalle la Citta ospedalieraAVELLINO – La necessità del Comune di Avellino di fronteggiare una preoccupante esposizione debitoria induce ad ipotizzare varie soluzioni per riuscire a chiudere una buona parte del “buco”. Si parla spesso di vendita di beni immobiliari del Comune ma tutti sanno che in questa fase economica è difficile trovare sul mercato immobiliare acquirenti di beni che neppure lo Stato riesce a “piazzare”.

Ecco perché tutte le soluzioni convincenti o quanto meno praticabili debbono essere prese in considerazione. Qualcosa di (quasi) nuovo è stata proposta, ad esempio, dall’assessore alle Finanze, Spagnuolo, che ha ipotizzato una diversa gestione dello stadio Partenio-Lombardi. E quindi niente oneri per il Comune. Parliamo di diversa gestione e non di vendita perché si sa che lo stadio potrebbe avere un solo vero acquirente: l’Avellino Calcio che naturalmente ha interesse a tenere su l’impianto, ricavarne gli utili della pubblicità (che soltanto la squadra della città può produrre), pensare ad una “valorizzazione” secondo la soluzione tanto di moda oggi della cosiddetta “formula inglese” che poi altro non sarebbe che la realizzazione, dentro ed attorno all’impianto vero e proprio, di aree commerciali, di ristorazione, museali, ecc. Questa sembra anche la formula che il Parlamento preferirebbe per assecondare il trasferimento della proprietà degli stadi alle società.

Quel che qualcuno propone a Roma, e cioè di consentire la realizzazione di volumetria ai privati in modo da indennizzarli per l’operazione “stadio nuovo”, da noi è stato già fatto. Pochi lo ricordano, ma la lottizzazione realizzata negli anni Sessanta alle spalle della curva Sud in realtà fu il sovraprezzo – nell’operazione i privati inserirono anche il Roseto – che il Comune di Avellino allora pagò quando scelse di realizzare lo stadio in contrada Amoretti e non – secondo altre opzioni – a Pianodardine o sulla Polverista, oggi zona carcere. Se vuole il Comune può puntare su un misto stadio-centro commerciale perché il Piano Cagnardi prevede una eventuale soluzione – utilizzando l’area del campo B – come questa. Insomma si può fare, ma questa soluzione può dare un ritorno nel tempo, non l’incasso subito di una cifra consistente che però potrebbe arrivare anche con una vendita magari in cambio di una somma da versare in più anni e che consentirebbe al Comune di avere una cifretta costante per un certo numero di anni. Operazioni che prevedono altra cubatura non sono più possibili perché il verde che lì c’era da mangiare è stato divorato da tempo.

Su un punto però non sono possibili equivoci o immaginare eccessive fantasie: l’area stadio-campo B-parcheggio (potremmo inserire anche Campo Genova) è un’area da più punti di vista strategica (parcheggi esterni e Protezione civile, ad esempio) per la città di Avellino. soprattutto se qualcuno decidesse di chiedere ad Autostrade per l’Italia di sbrigarsi ad aprire il casello alle spalle della curva Nord. A proposito, ma chi è il pazzo che dal Comune ha detto che “il casello non si farà mai”? Dobbiamo per forza farci male da soli?

 

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