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    22/09/2017

Piazza Libertà, l’improvviso decisionismo della «giunta titubante»

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Piazza LibertàAVELLINO – Se davvero l’approvazione del progetto di sistemazione di Piazza Libertà così come redatto dall’ufficio tecnico comunale – e naturalmente previo affossamento del concorso di idee vinto dallo studio Pisaniello di Lucca – risulta essere per la giunta il punto di partenza per la rinascita di Avellino, addio futuro, addio speranze. Intanto, il Comune del capoluogo va “felicemente” ad infilarsi in un paio di guai giudiziari che rischiano di trasformarsi in altrettanti debiti da onorare con soldi che non ci sono. E poi perché l’annullamento della previsione per il parcheggio interrato complica l’ipotesi di rispettare i tempi per ottenere i fondi europei relativi a tunnel e Mercatone. Inoltre il progetto cui il Consiglio comunale ha dato il via rimangiandosi quanto lo stesso Consiglio aveva in precedenza stabilito (i consiglieri che hanno votato per cancellare i risultati del concorso erano quasi tutti gli stessi che quel concorso vollero) è più di un aggiornamento di un’idea semplice e dignitosa dell’ufficio tecnico varata quando al Comune erano rimasti pochi soldi del più generale piano di risanamento e rilancio del centro storico.

Successivamente si pensò alla pedonalizzazione della piazza, a cosa sarebbe accaduto ipotizzando la pedonalizzazione di Corso Vittorio Emanuele, poi la questione dei parcheggi in centro, e poi…

E poi la soprintendenza che non è mai apparsa in questi passaggi, ma che oggi vincola la fontana (una, le altre sono irrecuperabili da tempo) offrendo una buona copertura ad una giunta che, chissà perché, insiste sull’unico punto programmatico presentato alla città: l’affossamento del concorso di idee per Piazza Libertà. Una piazza dalla quale la soprintendenza è stata assente quando uno scavo ha portato alla “scoperta” del grande ossario della chiesa di San Francesco, una volta bella quinta del lato Sud del largo.

Attenzione, non parliamo dello scavo di sessant’anni fa, propedeutico alla costruzione del palazzo Ina, ma di un lustro fa quando si pensò a realizzare il micidiale, “sovietico” Palazzo Ercolino. Ma Avellino e l’Irpinia, si sa, non sono mai state fortunate con le varie soprintendenze che hanno scoperto la “terra di mezzo” soltanto dopo il sisma del 1980. Poteva qualcuno mai interessarsi di quell’ossario subito ricoperto da un capace strato di calcestruzzo?

Infine, ci si lasci esprimere lo sgomento per la delusione che la decisione di oggi ha certamente provocato in un autorevole consigliere comunale che invocò l’intangibilità della piazza: Così com’è – cioè come era stata fatta nel 1960 – è bellissima, non va toccata. La soprintendenza gli ha creduto, così come Foti e la sua giunta. Se queste decisioni preparano il futuro…

 

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