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    22/09/2017

Le occasioni che Avellino perde

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica-Editoriale_la_stazione.jpgAVELLINO – Ci sono progetti che sono nelle competenze ed alla portata delle casse comunali. Così come ci sono idee trasformabili in realtà ma attivabili soltanto se in municipio ci sono  tanti soldi da poter trasformare in cosa concreta idee che sarebbero certamente utili alla comunità. Prendiamo ad esempio una vicenda che sta proprio in questo periodo interessando la città di Salerno. Un bel servizio di ferrovia metropolitana (nove stazioni) è stato lì inaugurato poco meno di due mesi fa. Ma la gestione di quel servizio costa e non poco. Poiché la Regione ha stretto i cordoni della borsa il servizio è stato sospeso. Se il Comune di Salerno otterrà dalla Regione certezze sulla copertura finanziaria del servizio la metropolitana ripartirà, altrimenti dovrebbe impegnarsi direttamente il Comune di Salerno. Che, però, non gode (come tutti i Comuni italiani) di particolare serenità finanziaria. Ed eccolo allora guerreggiare con la Regione il sindaco De Luca che non fa complimenti e tuona…

Perché abbiamo parlato di Salerno e della sua metropolitana e del mai discreto e quieto suo sindaco? Perché Avellino, per tante concomitanti cause più volte qui sottolineate, è purtroppo priva di progetti ed idee che contano, naturalmente non ha un euro per investimenti su infrastrutture e – qui sta il punto – non ha qualcuno che urli qualcosa di sensato alla Regione, al governo e persino alla sua Provincia.

Da dove vogliamo cominciare? Dalla linea ferroviaria Salerno-Avellino-Benevento, ad esempio. Ipotesi compresa nel progetto di rilancio della conca avellinese varato pochi anni fa dal gruppo di esperti messo all’opera appositamente dall’amministrazione del capoluogo irpino. Asse ferroviario che oggi andrebbe a collegare l’area Asi di Pianodardine (a proposito, a quando la realizzazione del piccolo tratto che collegherebbe lo scalo di via Francesco Tedesco al nucleo industriale?) con la  linea ad Alta capacità di prossima (?) realizzazione sul percorso Napoli-Benevento-Bari. Naturalmente non va ignorato lo scempio che si sta consumando lungo la ex ferrovia (come chiamarla oggi visto il furto di cavi e l’invasione della massicciata da parte dei privati?) Avellino-Rocchetta-Sant’Antonio che per lo stato in cui è ridotta ci sono associazioni ambientaliste che vorrebbero trasformarla in pista ciclabile.

E poi vogliamo parlare del vecchio, secolare sogno della realizzazione della ferrovia Napoli-Avellino, l’unico tratto mancante a quella che tanti alla Regione continuano a chiamare metropolitana regionale dimenticando che Avellino è l’unico capoluogo campano a non essere collegato con Napoli? Di recente la Regione ha incominciato a distribuire i cosiddetti “fondi per l’accelerazione della spesa”; per ora si è prestato attenzione ai piccoli Comuni. Quando toccherà ai centri più grandi Avellino troverà il suo spazio?

Si parla da tanto tempo del rilancio dell’area industriale di Pianodardine che dal 2008 “ospita” anche migliaia di eco balle (rifiuti) ma nessuno ha risposto all’invito del presidente degli industriali campani, Basso, di fare di Pianodardine la prima porta irpina della linea ad Alta capacità Napoli-Bari. I primi a mettersi di traverso i sindaci della Valle dell’Ufita che vedono in questa ipotesi la riduzione del ruolo della piattaforma di Grottaminarda (anch’essa di là da venire). Ancora una riflessione. Ma quando si parla di risanamento dell’area Isochimica e di borgo Ferrovia c’è qualcuno che ricordi cosa in passato è stato fatto per ottenere fondi per riqualificare, anzi rifare quel pezzo della città? La risposta è semplice: non è stato fatto niente né per il risanamento né per il rilancio.

Il Comune di Avellino non ha mai chiesto di partecipare, tanto per fare un esempio, al programma delle zone franche urbane. Né faceva parte – fino all’irruzione del sindaco Foti – delle parti in causa del cosiddetto Patto per lo sviluppo dell’Irpinia. Avellino rimane sempre fuori dal gioco. Dicevamo del sindaco Foti che certamente eredita una situazione economica, burocratica e sociale davvero pesante; ma che deve ormai capire che a quasi un anno dalla sua elezione ha pochissimo spazio per le recriminazioni e un buon periodo davanti per assumere la guida della protesta della città per come viene trattata da governo, Regione e gli stessi Comuni della provincia.

Foti deve capire che nella qualità di sindaco del capoluogo deve assolutamente proporsi come l’uomo forte della città. Uomo forte del quale Avellino ha in questo momento bisogno. Inutile farsi illusioni. Non auguriamo a Foti di mettersi sullo stesso piano del sindaco di Salerno De Luca. Ma se aspetta che qualcuno si impressioni per i suoi silenzi si sbaglia. Non trroverà una sola persona disposta a capirlo.

 

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