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    21/09/2017

Perché non si dà il via a Piazza Sullo?

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Piazza Fiorentino Sullo, ex mattatoioAVELLINO – Sarà per il gran parlare che si fa di Piazza Libertà nonché per la gran paura che ha preso gli avellinesi ogni volta che si parla di lavori pubblici ma sta di fatto che di una delle più importanti previsioni del Piano Cagnardi – la trasformazione in piazza pedonale dell’area una volta occupata dall’ex mattatoio comunale nella zona di Piazza Kennedy – non si parla per niente. Né nelle dichiarazioni programmatiche del sindaco né nell’elenco di opere per le quali chiedere un finanziamento alla Regione che pure deve distribuire ai Comuni campani un po’ dei soldini di Bruxelles che non è riuscita a spendere; così come mai è venuto in proposito un riferimento da parte dell’assessore ai Lavori pubblici, Barra, o da parte del responsabile dell’Urbanistica, Vanacore. In pratica il progetto meno problematico e meno costoso rimane nei cassetti degli uffici comunali come se fosse materiale inutile o incandescente (scelga il lettore). Se si sta aspettando l’apertura dell’autostazione per liberare l’area dai bus è bene chiarire che intanto occorre partire con le verifiche, le scelte e le progettazioni, fase che, come al Comune ben sanno, richiede il suo tempo. Anche quando non bisogna redigere un megaprogetto.

Perché parliamo di progetto semplice. Perché l’area, oggi adibita a zona di parcheggio degli autobus ed insieme a campo Santa Rita in pratica svolgente funzione di autostazione (bus dell’Air e per i collegamenti con i Comuni irpini e con Napoli e bus per i trasporti in città), non richiede grandi investimenti per sistemarla e quelli occorrenti dovrebbero venire dalla cessione a privati da parte del Comune di una striscia di terreno con relativa previsione di cubatura.

La striscia da cedere, secondo il Pua, sarebbe quella dirimpettaia della cortina edilizia che oggi contraddistingue via Carducci. Per la verità se davvero si facesse costruire sul lato destro di chi imbocca via Carducci l’effetto visivo e la bellezza dello spazio godibile persino oggi senza un solo minimo intervento di pulizia dell’area, andrebbe perduto. La possibilità di realizzare una cortina edilizia sul confine Est della futura piazza fu in realtà scartata perché da quel lato scorreva il piccolo torrente Rimitiello scomparso alla vista di tutti quando fu deciso di coprire quell’area con terreno di riporto per consentire di svolgere lì il mercato e di insediarvi nel dopo terremoto un buon numero di box dove prevalentemente si vendevano generi alimentari.

La quinta sul lato di via Carducci toglierebbe alla piazza – intitolata a Fiorentino Sullo – il grande respiro che tutta la zona ha bisogno di avere data l’imponenza delle costruzioni poste lungo via Del Balzo e via De Renzi. È pur vero che il lato Est della futura piazza offre soltanto la visione di spigoli di fabbricati o loro fronti posteriori che non contribuiscono (sono in realtà la continuazione dei fabbricati di una traversa di via Tuoro Cappuccini) a dare una bella visione dell’insieme. Ed allora la soluzione migliore consiste nel delimitare il lato Est con piante alte e sempreverdi a mo’ di barriera posta proprio lungo quello che una volta era il percorso del Rimitiello.

A questo punto la striscia di terreno da vendere per incassare soldi ed avere il necessario per fare la piazza è quella posta sul lato Nord del quadrilatero e questo anche per coprire la visione del non proprio significativo fabbricato posto dietro l’ex mattatoio, oltre l’ampia fascia che oggi fa da collegamento tra lo spigolo di via Bellabona e la zona dove è situato il Provveditorato agli studi. Questa fascia, larga circa 20 metri, era una volta un orto con tanto di pozzo posto proprio verso via Carducci. In questa fascia, con chissà quale pirotecnica manovra urbanistica, ha trovato persino posto un bar-rosticceria in quella che una volta era un angolo mai definito addossato al fabbricato di via Carducci che lo ha generato (forse un progetto partito male e poi corretto della fine degli anni Cinquanta).

Chissà se qualcuno al Comune ha mai pensato di utilizzare l’acqua del  Rimitiello (che più a Nord, presso lo stadio, invade i garage di qualche fabbricato: evidentemente l’acqua non trova più il canale di deflusso) o del pozzo posto proprio alle spalle di quello che era il muro–Nord del mattatoio per irrigare i “giardini” di Piazza Kennedy sorti al posto del parco pensato da Cagnardi. Quei giardini andranno prima o poi allargati oltre via Circumvallazione e non diciamo i pilastri o i marmi posati sotto di essi, ma le piante ed i fiori che vi saranno impiantati andranno pure innaffiati.

Il ragionamento da noi fatto è condiviso da qualcuno al Comune? E perché di questa piazza intitolata a Sullo non c’è un cane che ne parli?

 

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