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    21/11/2017

Comune/Una mossa, tante sconfitte

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Il sindaco di Avellino Paolo FotiAVELLINO – Si rimane perplessi nell’apprendere come il sindaco Foti sia riuscito ad auto-infliggersi più sconfitte con una mossa sola: il riassetto della giunta. Il primo cittadino di Avellino aveva qualche conto in sospeso con l’opinione pubblica sul tema degli assessorati visto che era già saltato l’impegno preelettorale da lui assunto (“giunta di altissima qualità”, in pratica tutti professori d’università) con la rottura – rapida quanto devastante: forte divergenza sul tema del risanamento finanziario –  con gli assessori Ricci e Manzo. La copertura dei buchi era avvenuta soprattutto con l’affidamento alla professoressa Spagnuolo di tutto il pacchetto non leggero dell’intera questione.

L’assessore Spagnuolo, in verità, ha posto sul tavolo una sua soluzione del problema debiti. Una soluzione che non ha convinto tutti (accordi con sconti per le famiglie e le imprese), ma era una soluzione. Il sindaco non la condivideva? Doveva dirlo. Sostituire l’assessore che ha indicato una sua strada per salvare le finanze del Comune vuol dire non credere nella soluzione Spagnuolo. E se non ci credeva doveva dirlo prima in Consiglio.

Cosa dire, poi, della sostituzione dell’assessore Vanacore? Il titolare del settore Urbanistica se ne va rivendicando molte decisioni programmatiche senza però dire una parola sulla decisione (sua o di Foti, o di entrambi?) di cestinare atti e risultati del concorso per Piazza Libertà, o sulla decisione di abolire il parcheggio sotto il “largo” o di invertire le scelte sulla tutela delle sponde del torrente San Francesco (il parco e l’edificazione a distanza), e dicendo invece qualcosa di sbagliato sulla decisione del tribunale del Riesame di fermare la Procura (“avevamo ragione” disse a proposito della richiesta della giunta Foti alla Regione di eliminare i vincoli ricadenti su quel torrente).

E poi la fuoruscita di Caterina Barra appare come un curioso imbroglio. Se ne va, in sostanza, l’assessore che aveva garantito la ripresa ed il completamento di tanti lavori pubblici: tunnel, Mercatone, Bonatti, scuole ecc. Ma soprattutto se ne va l’assessore che aveva messo per iscritto  quanto pensava (in pratica, il suo no) sugli accordi tra tante forti famiglie avellinesi ed il Comune: questa era la “chiave” del piano di risanamento delle casse di Piazza del popolo. Viene punita per aver contrastato quel piano? Sembra davvero troppo.

In sintesi Foti ha tradito un suo impegno elettorale ed ha sconquassato una giunta nella quale evidentemente neppure lui credeva davvero. Colpisce, peraltro, la conferma del pur operativo assessore Ruberto – “un discorso a parte” – rappresentante della lista Monti garantita in Irpinia dall’on. Angelo D’Agostino. Il quale, lo ricordiamo, aderì al patto pro Foti senza essere mai entrato in maggioranza. L’accordo resiste. Un patto di ferro tra Foti ed il costruttore D’Agostino.

 

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