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    25/09/2017

Regionali 2015/Dai «ragionamenti» al patto di Marano

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Ciriaco De MitaAVELLINO – Hanno fatto scalpore le affermazioni di Roberto Saviano "nelle liste a sostegno di De Luca c'è Gomorra". Il celebre scrittore ha chiamato in causa persino Cantone, ex magistrato antimafia, presidente dell'Autorità anticorruzione, accusandolo di tacere sui candidati cosiddetti impresentabili presenti nelle liste campane. L'ex sindaco di Salerno, pur di vincere, ha imbarcato di tutto, dai fan di Mussolini, abituali frequentatori di Predappio, agli amici ed alle amiche dell'americano Cosentino, al capo dell'opposizione a Casal di Principe del sindaco anticamorra, per non parlare dell'accordo notturno, in quel di Marano, con Ciriaco De Mita.

L'ex presidente del Consiglio, nel giro di poche ore, è passato dal centrodestra al centrosinistra. Nell'attesa di uno dei suoi famosi ragionamenti per spiegare l'ennesimo ribaltone della sua storia recente, e a quale prezzo, più che le categorie del trasformismo e dell'opportunismo meridionale come chiave interpretativa viene alla mente Il Principe di Machiavelli. Attualizzando,  in politica bisogna saper essere "golpe e lione” (volpe e leone), nel caso demitiano più volpe che leone.

La cosa più sconcertante è che De Luca sembra non accorgersi di nulla. L'alleanza con il sindaco di Nusco: " domandate ai partiti, i candidati border line, non li votate". Sulla vergogna delle liste il ras di Salerno si comporta come le tre scimmiette: non vede, non sente, non parla. Però i voti se li prende. Intanto il Tar ha confermato, con una recente ordinanza, che in base alla legge è candidabile, ma non eleggibile.

Nel centrodestra Caldoro cerca di drenare l'emorragia di Forza Italia con le liste del presidente. Berlusconi, che in Campania fa una strenua battaglia di resistenza, candida capolista a Napoli la Mussolini vera. Alla chiamata del capo a Bruxelles ha risposto con un garibaldino obbedisco, mettendo da parte persino i dissapori con la Carfagna. Il candidato del centrodestra, che negli ultimi mesi ha elargito ingenti risorse ai territori per fini, evidentemente, elettorali è dato alla pari, secondo i più recenti sondaggi, con il vincitore delle primarie del centrosinistra.

Il flemmatico governatore uscente, che avrebbe il dovere di spiegare cosa ha fatto negli ultimi 5 anni e cosa vuol fare nel futuro, ha il vantaggio di non avere avversari alla sua destra. Di programmi, per ora, nemmeno l'ombra, prevalgono il populismo ed i facili slogan. Se i grillini, molto alti nei sondaggi (poco più del 20%), avessero candidato uno dei tre "tenori", Di Maio, Fico, Sibilia, probabilmente si sarebbero giocata fino all'ultimo la partita. Può fare una bella figura Salvatore Vozza, candidato della Sinistra, che ha idee chiare e liste pulite per la capitale del Mezzogiorno. È un'incognita il movimento civico e meridionalista MO.

E l’Irpinia? Dopo il caso Udc, il fatto più eclatante è l'esclusione della minoranza dalle candidature del Pd. Sia ben chiaro minoranza in Irpinia  e maggioranza con i giovani turchi a Roma. Todisco, che ha trovato riparo, in zona Cesarini, nella lista del presidente, insieme a Iannace, potrebbe rappresentare la piacevole sorpresa di queste elezioni. A patto che non continui a sostenere che dopo, con più forza, si farà la battaglia nel partito. La lotta a via Tagliamento insieme agli amici dell'espulso Festa, per ora è persa. L'auspicio è che si possa vincere nella società.

 

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