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    22/11/2017

Il disegno/De Mita alla conquista di Avellino

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Ciriaco De MitaAVELLINO – È molto chiara la strategia di Ciriaco De Mita per la conquista della città di Avellino. Dopo aver sistemato il nipote Giuseppe alla guida dell'Udc regionale e Giuseppe Del Giudice, già sindaco di Nusco e consigliere provinciale, alla guida del partito in Irpinia, le prossime tappe saranno le Politiche e la leadership nel capoluogo.

Finisce l'era Petracca iniziata nel 2008. Probabilmente l'architetto, figlio della buona borghesia avellinese, già  assessore con Galasso al Comune e con Sibilia alla Provincia, nonché consigliere d'amministrazione all'Asi, miracolato dal patto di Marano stipulato, nottetempo, tra Ciriaco De Mita e Vincenzo  De  Luca, che lo ha portato ad essere eletto nel Consiglio regionale della Campania, stava crescendo troppo. Il suo impegno per il territorio, al servizio delle comunità locali, avrà dato fastidio in alto loco. Nella ridotta di Nusco, oramai capitale della classe dirigente neodemocristiana, si è trovato il suo sostituto, tirandolo fuori dalla naftalina.

Il congresso provinciale, celebratosi nei giorni scorsi all'asilo Patria e lavoro, è apparso come una chiamata alle armi del popolo dello scudo crociato. In prima fila Pino Rosato, candidato in pectore alla carica di sindaco di Avellino, già segretario cittadino di quella Margherita che organizzò l'operazione canaglia contro Antonio Di Nunno e la sua squadra, per premio nominato manager del Moscati prima con Bassolino, poi con Caldoro e De Luca, oggi presidente dell'Ordine dei medici, quindi possibile titolare di una base di voti cospicua. Tra i presenti Enzo Venezia, in rotta di collisione con la dirigenza del Partito democratico ed autorevole cavallo di troia per attrarre quei mondi del riformismo popolare delusi dall'amministrazione Foti e dal direttorio provinciale. Si è notata la presenza di Giancarlo Giordano, da tempo in feeling (politico) con i due De Mita.

Proprio al parlamentare di Sel l’uomo di Nusco, in un convegno dell’Udc svoltosi presso l’asilo Patria e lavoro nel novembre dello scorso anno, ebbe a dire: “Lo dico a Giordano, Giordano popolare, lui è popolare e non lo sa, io l’ho conosciuto più di quindici anni fa. In un convegno lui spiegò il pensiero di Sturzo come avevo sentito da pochi fare, e ha dimostrato che quella musica la sa suonare. Lui potrebbe partecipare come categoria del politico perché se poi Giordano partecipa come rappresentante del suo partito, allora Giordano non è più lo stesso e diventa una cosa diversa. Io e lui andiamo molto d’accordo: se leggo le cose che dice in un altro luogo non andiamo d’accordo”.

Avendo affermato la supremazia in Alta Irpinia con il Progetto pilota e con Irpinia Madre contemporanea, finanziata dalla Regione amica, i prossimi immediati obiettivi dell'ex presidente del Consiglio sono garantire la candidatura e la rielezione alla Camera del nipote Giuseppe - che, comunque, ha delle qualità personali - ed affermare il proprio potere ad Avellino dove nelle ultime tornate elettorali è sempre stato sconfitto.

Per il primo caso molto dipenderà dall'alleanza che si sceglierà - centrodestra, centrosinistra - e dal sistema elettorale che si imporrà dopo il referendum. Per Avellino il tentativo di De Mita è quello del tutti dentro, cioè  allearsi con pezzi del Pd in libera uscita, con la sinistra accecata dall'odio prima per Galasso, con il quale addirittura è stata in giunta a seguito dell’ormai famigerata operazione canaglia, poi per Foti e per il Pd, grazie al quale è presente in Parlamento. Proprio con quella sinistra l’attuale sindaco di Nusco già collaborò per il dopo Di Nunno, sia a livello locale che nazionale. Con questo metodo si costruirà sicuramente un Consiglio comunale ingovernabile composto da molti ex, imponendo un notabile democristiano come candidato sindaco.

E per la questione morale, il futuro dei giovani, l'urbanistica e la mobilità, l'emergenza sociale, lo sviluppo, la trasparenza dell'azione amministrativa? Prima si vince e poi si vede.

 

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