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    25/09/2017

Foti s’insabbia nelle opere pubbliche

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Tunnel, Piazza Libertà, parcheggio: l’attuale giunta non ha né meriti né colpe

Una quinta di Piazza LibertàAVELLINO – Tunnel, parcheggio interrato, concorso di idee per la sistemazione di Piazza Libertà. Tre problemi, tre pratiche scottanti per la nuova amministrazione comunale che, essendo appunto nuova, si trova a gestire pratiche relative ad opere pubbliche non “sue” nel senso che sono state pensate dall’amministrazione Di Nunno e gestite nei dieci anni dell’amministrazione Galasso. Come si vede non proprio un iter ed una situazione idilliaci. Per giunta, di fronte a tanta complessità sarebbe stato necessario un atteggiamento guardingo da parte del nuovo sindaco e dei suoi collaboratori. Invece…In sostanza è accaduto che sul parcheggio interrato (project financing, quindi soldi dei privati) il sindaco Foti già in campagna elettorale si disse contrario ed ha confermato di recente il suo no.

Avrebbe potuto chiedere un periodo di riflessione per esaminare gli atti e capire meglio la natura dei rapporti (e quindi dei rischi) tra Comune e società private vincitrici della gara. Avrebbe avuto il tempo di capire quell’incredibile intreccio tra tunnel e parcheggio e tra valore dell’iniziativa e finanziamento pubblico (una sorta di premio con i fondi europei). Invece qualcuno ha voluto buttare le mani avanti. E chi paga i danni finanziari che i privati vincitori della gara potrebbero dire di avere subito? Non si sa. Intanto, il discorso sul tunnel sta portando in piazza le difficoltà che sta incontrando l’impresa dell’onorevole D’Agostino – vincitore di una gara meno di un anno fa che garantiva il completamento dell’opera entro questo autunno – che si trova a dover superare difficoltà tecniche mai sottolineate in precedenza.

Il tunnel, si sa, era soltanto un tratteggio sul Piano regolatore (poi Pua) disegnato dall’architetto Cagnardi. Ed un tratteggio rimase fino all’uscita di scena dell’ultima giunta Di Nunno che, intanto, proprio sulla viabilità aveva affidato la prima delle dieci “raccomandazioni” al progettista del nuovo Prg. La viabilità, in sintesi, andava riguardata con attenzione. È vero che nessuno obbligava i successori della giunta Di Nunno a realizzare per forza il tunnel. Esempio: hanno mai arrestato qualcuno per la mancata realizzazione dei ponti tra via Roma e la variante Sud previsti dal Piano Petrignani? No di certo perché queste sono opere che vanno fatte se hai i soldi e se hai accertato che tutto sia realizzabile. Quale studio preliminare è stato fatto in proposito? Chi ha cercato di capire cosa ci fosse nel sottosuolo?

Indecente, poi, la scelta di accorciare il tunnel facendolo partire non, come previsto, da via dei Mille, ma con una bocca che ha distrutto il tratto iniziale di Corso Garibaldi appena rifatto (dove c’erano i distributori di benzina da poco “sloggiati”); un delitto che non ha visto reclamare un giornale, una tv, un giornalista, un politico, tanto più che ha lasciato irrisolto il problema dell’incrocio tra via Amabile, via De Renzi, via Del Balzo e Corso Garibaldi. Intorno a questi problemi chi ha pensato all’accorciamento del tunnel (risparmiare per destinare fondi al Mercatone da trasformare in uffici: non si è fatta né l’una né l’altra cosa) pare che non abbia valutato l’uscita dello stesso sul ponte della Ferriera, opera della prima metà dell’Ottocento che sembra ponga più di un problema. L’intreccio tunnel-parcheggio interrato va inoltre guardato anche in funzione del traffico cittadino. Con il tunnel il sindaco Foti potrà finalmente preparare un vero piano traffico, questione strettamente legata ai parcheggi a costo zero in periferia ed a costi sostenuti in centro. Il sindaco Foti quando dice i suoi no lo fa anche in funzione di questi ragionamenti? Non pare.

Infine, il concorso europeo per Piazza Libertà. È la prima volta che ad Avellino il Comune sceglie progettisti tramite un concorso. Puntuale è partito il fuoco di sbarramento. Occorre capire meglio se questa idiosincrasia per i concorsi dei tecnici sia una malattia dei professionisti locali o una comoda e fruttuosa (elettoralmente) abitudine dell’amministrazione comunale (che passò dalla faraonica “Banca dei progetti” di manciniana memoria all’autarchica chiusura di ogni iniziativa nell’esclusivo orto dell’ufficio tecnico di Piazza del Popolo della giunta Di Nunno).

La verdissima e tecnologica piazza pensata dallo studio Pisaniello di Lucca sembra una risposta all’allarme lanciato dall’ex soprintendente Mario De Cunzo che, durante il dibattito aperto in vista de concorso di idee, a chi voleva ispirarsi al dipinto di Cesare Uva (un’ipotetica e bella veduta di settecentesca memoria) disse: “Non ostinatevi a guardare indietro, pensate alla piazza guardando al futuro”.

Un consigliere comunale ricco di esperienza ma assolutamente digiuno di storia della città e di interessi urbanistici, ha sentenziato che la piazza-parco non si farà perché Avellino non sopporterebbe un altro cantiere e, soprattutto, perché Piazza Libertà “così com’è è bellissima”. E la rotatoria di traffico? E la pedonalizzazione? Mistero.

Il sindaco Foti sulla questione non parla, neppure per aggiungere una parola a quella dell’avventato consigliere. La verità è che su tunnel, parcheggio interrato e concorso per una diversa Piazza Libertà Foti e la sua giunta non hanno né colpe né meriti, ma l’impressione è che stiano finendo dentro a tutte e tre le questioni rimanendovi imprigionati come escursionisti nel deserto inghiottiti  dalle sabbie mobili.

 

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