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    23/11/2017

Sarno: «Ecco perché non voto De Luca e il Pd»

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Beppe SarnoAVELLINO – Sul voto del prossimo 31 maggio per il rinnovo del Consiglio regionale della Campania e sull’attuale campagna elettorale ospitiamo un intervento di Beppe Sarno, componente della segreteria regionale del Psi.

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Durante questa campagna elettorale per l'elezione del presidente della Regione Campania, le iniziative politiche del candidato ufficiale del Pd hanno convinto me ed i pochi compagni e simpatizzanti della sezione Psi della città di Avellino che a non votare per le liste del Pd e per il Psi è un dovere civile imprescindibile.  De Luca con i suoi comportamenti e le sue scelte si è assunto la responsabilità di imbarcare nel suo progetto politico Ciriaco De Mita, quel politico che ha rubato il futuro ad una intera generazione, facendo credere che i diritti erano privilegi e che solo pagando il prezzo della sottomissione politica si potevano avere. De Luca e con esso tutto il Pd campano non si è fatto scrupolo di inserire nelle proprie liste personaggi legati alla destra neofascista e personaggi che non si vergognano di dichiarare apertamente di far riferimento a Cosentino. Con questa rappresentanza politica tutte le promesse che De Luca va facendo in questi giorni sono aria fritta. È inevitabile che ove mai De Luca vincesse le elezioni per la guida della Regione Campania il suo partito diventerebbe anche il nuovo approdo di mafie e camorre, per non parlare del prezzo politico che dovrebbe pagare a De Mita che aspira a diventare ancore una volta il ras della sanità.

Di tutto si parla in questa campagna elettorale meno che di programmi. Che cosa intenda fare De Luca una volta eletto presidente della Regione Campania non è dato sapere. Cosa propongono De Luca ed il Pd per gli invisibili della Campania odierna cioè i precari, disoccupati, le partite Iva, insegnanti, ricercatori, ex ceto medio impoverito, le fabbriche che chiudono, le piccole aziende che arrancano e che ogni mese hanno difficoltà a pagare gli stipendi, le tasse, le utenze? Con chi vuol fare questo De Luca, con una classe politica fallita che al ragionamento ed al consenso ha sostituito l'arroganza e la prevaricazione?

De Luca si presenta come un uomo che vuole sostituire le liturgie delle vecchie forme della politica  ma lo fa proponendosi come monarca assoluto e come tale rottamatore della democrazia. Per questo diciamo che non votare il Pd di De Luca è un dovere sociale, perché mancano nelle promesse di De Luca la solidarietà, i diritti civili, un impegno a ricostruire il tessuto civile economico e sociale di questa regione martoriata da cinque anni di governo di centrodestra.

Avremmo voluto leggere un programma di governo per la Regione con il quale confrontarci e scegliere, non un elenco di slogan. Abbiamo letto invece solo di alleanze e di elezioni. Avremmo voluto discutere come ripartire da capo, come costruire una identità sinceramente riformista. La buona politica è quella che moltiplica, per contagio, il protagonismo e l’attivismo e tutto questo manca a questo Pd che spera di vincere le elezioni.

Si può essere radicali senza essere violenti, si può essere popolari senza essere volgari, si può essere convinti e convincenti senza perdere la gentilezza. In un mondo di pescecani, avremmo voluto dire – anche nei nostri comportamenti, nelle nostre pratiche – come vorremmo fosse la regione nella quale ci piacerebbe abitare.

Come socialisti avremmo voluto tutto questo, ma ci è stato negato perché da venti anni noi socialisti siamo ridotti al rango di servitori marginali del partito di governo per garantire un posto di viceministro a Riccardo Nencini, il quale ha soltanto cercato di prendere i resti del socialismo italiano per rafforzare il suo vergognoso modo di fare politica. Eppure il nostro è stato il partito che ha fatto la storia della sinistra in Italia, nella Costituente, al governo e all'opposizione, delle masse operaie e contadine di questo Paese, fin dal XIX secolo. In nome della democrazia, dei diritti, della giustizia sociale, delle donne e degli uomini. Non voteremo questo Pd e questo schifo di Psi per fare memoria e giusto riconoscimento di tutto questo. Non a caso, finito il Partito socialista italiano è finita la sinistra in Italia.

 

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