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    23/11/2017

Napoli 2016, Bassolino pronto per le primarie

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Antonio BassolinoAVELLINO – Alla vigilia della direzione provinciale del Pd di Napoli convocato per stabilire la data dello svolgimento delle primarie per la scelta del candidato sindaco in vista delle elezioni  comunali del 2016, ospitiamo un intervento di Luigi Anzalone, ex assessore al Bilancio della giunta Bassolino ed ex presidente della Provincia di Avellino.

*  *  *

“Studiavo al liceo Garibaldi, nei pressi di Piazza Carlo III, e prima di entrare in classe (e a volta quando uscivo) venivo a distribuire i volantini tra gli operai delle numerose fabbriche che allora facevano di San Giovanni a Teduccio il polo industriale”.

Non ha  resistito all’amarcord l’ex “ragazzo rosso” e l’ex sindaco di Napoli, Antonio Bassolino, ieri sera quando si è trovato tra la sua gente, quella di un popoloso e glorioso quartiere di operai, di giovani di sinistra e di famiglie alle prese quotidianamente con il problema di sbarcare il lunario, mettendo innanzitutto un piatto a tavola – quel popolo e quella gente, tra cui, tanti anni fa, è diventato uomo e comunista. Bassolino è partito di lì, dalle lotte operaie  per condizioni salariali e di lavoro più umane e per una Napoli libera dalla malapolitica, dall’affarismo e dalla camorra, esempio di civiltà e di democrazia, città bella e a misura d’uomo, ed  è diventato, come si sa, prima un prestigioso dirigente regionale e nazionale del Pci, poi  deputato, sindaco di Napoli, presidente della Regione.

Invitato dall’Associazione Agorà, che si prende cura dell’aggregazione dei minori e delle famiglie più bisognose, in quella Università  della buona politica, della politica pulita, fatta per chi meno ha ed è emarginata, Bassolino ha tenuto una sorta di “lectio magistralis” su quella che dovrà essere perché Napoli rinasca, esca dalla “morta gora” e si rimetta in cammino verso il suo futuro. Ha parlato, al solito ma anche meglio del solito, con quel suo stile sobrio, essenziale, dove la parole scavano nelle cose per ricavarne il senso propulsivo e profondo e, così, illuminare le menti e infiammare i cuori.

Bassolino, si sa, è una delle personalità più significative ed eminenti della politica meridionale. Recentemente si è definito “uomo delle istituzioni”: lo ha fatto anche per marcare la sua distanza dalla “politica politicante” e, segnatamente, dagli ambienti più mediocri e, perché non dirlo, più squalificati del Partito democratico, il suo partito. La definizione che ha dato di sé è giusta: il ragazzo rosso è diventato un uomo delle istituzioni, a cui non si esagera certo se gli si  attribuisce anche la tempra dello statista, data la sua pronta, vivace e creativa intelligenza politica, l’organicità del suo spessore culturale, un carattere ferreo e risoluto, un grande coraggio; tutte doti queste mai scompagnate dal senso dell’equilibrio e della misura. Insomma, il Nostro sa pensare e agire.

Eppure, Bassolino è un uomo delle istituzioni un po’ sui generis. Esprime  il meglio di sé, anzi dà tutto se stesso, realizza le sue idee, coinvolge e mobilita il popolo e la società, suscita entusiasmo e passione nei giovani, nelle donne, negli onesti, negli intelligenti, nei coraggiosi, se la vita politica e amministrativa, per certi versi, la vive al di fuori del Palazzo, a contatto e in dialogo con le donne e gli uomini della vita reale e quotidiana, sicché nel Palazzo torna per sintetizzare, decidere, dirigere.  In una parola, Bassolino è come Anteo, il mitico figlio della Terra, che era invincibile, anche se il suo avversario era Ercole, fin quando rimaneva con i piedi per Terra, a contatto con la sua divina madre, che gli infondeva forza e ardimento, e alla quale, con le sue imprese, dava onore e gloria. Ecco perché è nella diade Bassolino-popolo di Napoli il principio archimedeo del riscatto della capitale della Campania e, con esso, dell’intera società regionale.

L’unico, stolido e ostinato ostacolo perché egli non competa per l’elezione a sindaco di Napoli  è stato finora frapposto da quella Penelope infedele, ovvero il Pd napoletano e campano,  che  ha tessuto e stessuto la tela della decisione dell’indizione delle primarie e della definizione delle regole per il suo svolgimento al solo fine di consentire ai Proci che costituiscono il suo gruppo dirigente di continuare a banchettare e, possibilmente, farlo per molto tempo ancora.

Per la verità, domani la direzione provinciale del Pd napoletano, sulla base dell’indicazione emersa dell’assemblea regionale del partito e, prim’ancora, da Renzi, nelle cui mani si sciolgono tutti i nodi  del Pd, dovrebbe stabilire la data delle primarie e le relative regole. Ma, parlando della direzione del Pd, il condizionale è d’obbligo. Non occorre spendere molte parole, tutte di senso negativo, per dire di che personaggi, per lo più, si tratta. I recenti fatti della Regione danno il segno e il senso di un degrado morale e politico allucinanti. A una siffatta situazione si è cercato di porre riparo con una segreteria regionale nuova – in cui vi sono dirigenti di peso come Picierno e Migliore – che di fatto ha “commissariato” l’attuale segretaria Tartaglione. A nostro avviso, sarebbe stato un gran bene per il Pd rimuoverla. Speriamo che anche così il Pd riacquisti un poco almeno del credito perduto, che è tanto.

Manco a dirsi, coloro che hanno portato il partito alla crisi e al crollo, anzi alla catastrofe sono i nemici storici di Bassolino, quelli vecchi e quelli nuovi (vedi Teresa Armato, caso più unico che raro di  opportunismo e voltagabbanismo). Costoro hanno cercato il Maradona della politica di centrosinistra da contrapporre all’ex sindaco di Napoli. Trattandosi di pigmei, non l’hanno trovato. Peraltro se un Maradona c’è a sinistra, quello è proprio Antonio Bassolino che, se si candida per davvero come pare certo, può accreditarsi come il sindaco che ha donato a Napoli l’unica grande pagina di storia bella, entusiasmante e di rinascita che abbia conosciuto dall’Unità d’Italia ad oggi. E ha quindi tutti i titoli per dire come e perché potrà fare ancora meglio. Noi crediamo che i napoletani, in grande maggioranza, gli crederanno.

 

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