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    21/09/2017

Primarie Pd Napoli/Cozzolino e Bassolino: «C’eravamo tanto amati»

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Antonio Bassolino, Andrea Cozzolino e Valeria ValenteAVELLINO – Sugli schieramenti in vista delle primarie di marzo da cui dovrà venir fuori il candidato a sindaco di Napoli del Pd e del centrosinistra, ospitiamo un intervento di Luigi Anzalone, ex presidente della Provincia di Avellino ed ex assessore regionale al Bilancio.

*  *  *

Guardando le immagini tv del debutto ufficiale dell’on. Valeria Valente e leggendo le cronache dei giornali, mi è tornato in mente un episodio celebre quanto drammatico del poema di Virgilio: il sogno di Enea. Mentre Troia viene nottetempo data alle fiamme e saccheggiata dagli Achei, ad Enea compare in sogno Ettore che lo invita con concitati accenti a svegliarsi e fuggire. Enea resta colpito non solo da quel che Ettore gli dice ma anche dal fatto che gli appare, nel volto e nella figura, imbrattato di polvere e di sangue, così com’era dopo che Achille lo aveva ucciso in duello e tanto diverso dal grande condottiero circonfuso di gloria, al punto che esclama: “Quam mutatus ab illo!”.

Ecco, vedendo Cozzolino divenuto “grande elettore” della Valente e, diciamolo,  nemico giurato pur se silente di Antonio Bassolino, ho esclamato anch’io: “Quant’è cambiato rispetto all’Andrea Cozzolino che abbiamo conosciuto  per decenni!”. Com’è noto, l’on. Cozzolino non è un bassoliniano fra gli altri, quasi tutti saltati sul carro renziano o intruppati in una sinistra filorenziana. No, il nostro eurodeputato è, anzi era, molto di più: l’alter ego, l’immagine speculare di Bassolino imperante. I due, lo dico cordialmente, sembravano la riedizione vivente dello sketch “Ulisse e l’ombra” di Carosello. È, infatti, all’ombra della potenza dell’allora «Antonio» per antonomasia, egli ha vissuto i fasti di un’inarrestabile carriera: capo della segreteria di Bassolino sindaco di Napoli, segretario  provinciale dei Ds imposto da Bassolino, consigliere regionale e capogruppo consiliare eletto per volontà Bassolino e, dopo qualche mese, assessore regionale dalle mille, miliardarie deleghe della giunta Bassolino e, infine,  eurodeputato ultra votato grazie soprattutto al potere  di Bassolino.

Certo, la storia insegna che, da Gesù in poi, ogni Maestro ha il suo Giuda o il suo pavido Pietro. Non è questo il caso di Bassolino che è un leader politico, né di Cozzolino  giammai assimilabile a nessuna delle due succitate figure evangeliche. Ma una domanda s’impone: perché una spietata lotta contro la persona a cui si deve tanto, se non tutto? Perché fargli una lotta del genere proprio quando Bassolino cerca di fare di nuovo il sindaco di una grande e bella città, qual è Napoli, che egli riscattò e che oggi è degradata a terra da presidiare con l’esercito per garantire la pubblica incolumità?

Io stimo che il passato di Bassolino sia gravido di futuro, anzi sia un passato che viene dal futuro.  Metto, però, nel conto che l’on. Cozzolino sia stato folgorato dal Valente-pensiero più meno come accadde a San Paolo con nostro Signore Gesù. A Bassolino, Cozzolino potrebbe forse dire: “C’eravamo tanto amati”, con il titolo di un famoso film di Ettore Scola. E aggiungere con il titolo di un film di Carlo Verdone: “L’amore è eterno finche dura”. E questo è vero.

Ma, fin dall’antichità, ammoniva un altro grande poeta latino: “Est modus in rebus” (C’è una misura nelle cose). O no?

 

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