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    23/11/2017

Una fondazione per il Gesualdo e l’ex Eliseo

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L'ex complesso Gil-EliseoAVELLINO – A lavori, ci si augura per l'ultima volta, quasi ultimati del Centro di Cultura Cinematografica “Camillo Marino Giacomo D'Onofrio”, l'amministrazione ancora non sa come gestire l'ex Eliseo. Con la delibera di indirizzo n.80 dell'8 luglio 2011 il Consiglio comunale decideva di prendere atto dello studio di fattibilità e del dibattito svolto in aula relativo all'ipotesi di utilizzo della struttura ex Gil.

Si era valutata l'ipotesi di concessione a titolo gratuito ad associazioni, enti, cooperative con esperienza maturata nel cinema d'autore e sperimentale, con particolare riferimento a quello italiano. L'onere per gli aggiudicatari consisteva nel garantire al Comune la conservazione, l'ampliamento e la gestione dell'Archivio storico e della biblioteca “Camillo Marino”, l'esecuzione del programma culturale, la fruizione di spazi destinati al forum giovanile, alla redazione di Cinema Sud e Quaderni di Cinema Sud. Al gestore, per motivi funzionali, era ipotizzabile concedere, insieme alla sala cinematografica, l'utilizzo per spettacoli all'aperto da concordare con la giunta municipale, del piazzale intitolato ad Enrico  Del Debbio e dei punti ristoro. Al concessionario sarebbero dovuti spettare i costi della vigilanza, del controllo, della custodia,  della pulizia, dell'installazione tecnica delle sale interne ed esterne, oltre all'illuminazione dell'arena.

Si realizzerà tutto ciò? Dal di fuori l'impressione è che archiviata la suggestione della fondazione di partecipazione avanzata da alcuni soggetti, "una boiata pazzesca", che nei fatti rischiava di annientare la storia del Laceno d'Oro, gli attuali amministratori, piuttosto che portare avanti quanto deciso dalla massima assise cittadina sostanzialmente ricorrendo ad una gara,  propendano per un modello clientelare dove in ogni singola stanza dell'ex Eliseo si sistemerà un 'associazione "amica", fregandosene di un progetto credibile sul cinema di qualità, della storia di Camillo e Giacomo, delle previsioni del Pica, che ai tempi di Antonio Di Nunno ha consentito di ottenere i fondi per ristrutturare ed acquistare il pregevole edificio di architettura razionalista di via Roma.

Cosa fare anche alla luce della crisi strisciante del Teatro Carlo Gesualdo, con il povero Luca Cipriano colpevole per alcuni democratici invidiosi di Piazza del Popolo di saper leggere e scrivere? Bisogna necessariamente  alzare il livello. Una fondazione per i luoghi della cultura di Avellino, sul modello del Piccolo Teatro di Milano, del Petruzzelli di Bari o della Fondazione Ravello potrebbe essere la soluzione. Il governo della città dovrebbe attivarsi per coinvolgere nell'operazione, sostanzialmente pubblica, la Regione Campania, la Provincia, la Camera di Commercio, istituti bancari presenti sul territorio, Unione industriali, associazioni culturali, teatrali e cinematografiche con contributi minimi, i Comuni dell'area vasta, per gestire insieme il Gesualdo con il suo centro congressi, l'ex Eliseo, la Casina del Principe, il convento di San Generoso, Villa Amendola, l'ex Asilo Patria e Lavoro. Nello spirito di creare una rete virtuosa, sulla traccia del Progetto Integrato, con una realtà che investa in  arte,  formazione, produzione, creando opportunità di lavoro e di emancipazione soprattutto per i giovani.

Tutti i soggetti che hanno idee e competenze,  nella differenziazione tra fondatori e soci ordinari, attraverso lo statuto, possono essere coinvolti nel Consiglio generale di indirizzo, che determina le priorità, il programma e gli obiettivi strategici della fondazione, verificandone i risultati. La gestione spetta ad un Consiglio d'amministrazione snello, con soli  tre componenti, ed ad un segretario generale. Le risorse economiche della fondazione sono utilizzate esclusivamente per le finalità culturali, è inoltre impossibile distribuire ai fondatori e agli amministratori utili e avanzi di gestione, nonché  altri fondi o riserve.

P.S. - Per il Sindaco Paolo Foti & company:  attenti ai soliti delinquenti, vandali o piromani.  Alla presa in consegna del prezioso complesso bisogna subito garantire la videosorveglianza ed un servizio di guardiania notturno. Le stesse cose, invano, il sottoscritto le aveva  consigliate ai tempi del prefetto/commissario Cinzia Guercio, ma la problematica fu sottovalutata e si è visto poi il risultato costato, per i danni provocati dall'incendio della sala, centinaia di migliaia di euro alla comunità. Repetita iuvant.

 

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