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    23/09/2017

Le scelte della politica e la questione morale

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita_torre_orologio.jpgAVELLINO – Sul tema della questione morale e delle scelte della politica riproponiamo ai nostri lettori l’articolo di Antonio Gengaro Per una città più verde e più pulita…pubblicato sul nostro giornale nel luglio dello scorso anno.

*  *  *

Per una città più verde e più pulita...in ogni senso era lo slogan della campagna elettorale del 1999, per il secondo mandato di Di Nunno. Già allora si era capito che la tenuta morale della nostra comunità, sul fronte delle possibili infiltrazioni della criminalità organizzata, era a rischio. Con l'operazione canaglia, del 2003, la mala politica mise anticipatamente fine ad un'esperienza che si era caratterizzata per rigore, creatività, progettualità, mai un'ombra sui due mandati del sindaco- giornalista. Premesso che in Italia fino al terzo grado di giudizio vige la presunzione di innocenza, è importante per quanto riguarda l'Irpinia ed Avellino ricostruire i principali scandali del dopo Di Nunno.

Lo sdoppiamento dell'Alto Calore, frutto del patto scellerato Margherita-Ds, oltre che al quasi fallimento dell'ente, ha visto un cospicuo numero di amministratori sotto processo, nessuno ha rinunciato alla prescrizione. Al Comune, nel 2004, il commissario prefettizio dell'epoca, con alcuni dirigenti, sono stati condannati in primo grado per la nota vicenda dello stoccaggio dei rifiuti all'Irm.

Dopo aver modificato il Puc, ex amministratori tecnici della prima giunta Galasso sono sotto inchiesta o rinviati a giudizio, in concorso con imprenditori, professionisti, dirigenti ed impiegati comunali per abuso edilizio, soprattutto per quanto riguarda gli interventi nelle zone B consolidate della città, le cosiddette case nei giardini.

Recentemente una pseudo imprenditrice e due tecnici del Comune sono stati condannati per abuso edilizio in un fabbricato in via Santo Spirito. Singolare e sorprendente la reazione di una veterana consigliera in transito dall'opposizione alla maggiorana. Dopo aver  preso le parti dei funzionari condannati ha invitato anche la giunta, che ha puntualmente eseguito, a difenderli attraverso un comunicato stampa di solidarietà. Mai un dubbio sull'opportunità di cambiare tutto al settore urbanistica – Di Nunno a suo tempo trasferì decine di impiegati, puntualmente ritornati ai propri posti di partenza con le amministrazioni successive – o di individuare criteri di rotazione, senza penalizzare nessuno, per una macchina amministrativa più efficiente e trasparente.

Per non parlare dell'affaire Isochimica. Ventinove richieste di rinvio a giudizio, dal disastro ambientale in poi, per personaggi che, rinunciando ad una procedura di interesse pubblico quali il piano per la bonifica e l'esproprio in danno realizzati dalle amministrazioni Di Nunno, indegnamente, senza alcuna garanzia, hanno affidato tutto alla curatela fallimentare ed ad imprenditori senza titoli sufficienti per la bonifica di siti devastati dall'amianto. E gli avvisi di garanzia per l’eco scempio di Piazza Castello? E la Dogana?

In ultimo lo scandalo di questi giorni della gestione dei parcheggi. Squallidamente da parte degli indagati di spicco, chiaramente in difficoltà, si è voluto ricordare, come scudo, che il piano parcheggi risale al primo mandato di Di Nunno. Appunto il piano. Ma se in questi anni per affidare il servizio – le indagini partono dal 2009-2010, il sindaco galantuomo fu costretto alle dimissioni nell'ottobre 2003 – non si sono effettuate le gare e si è proceduto contra legem di proroga in proroga, di chi è la colpa? Negli ultimi anni ci sono state forze politiche e consiglieri in città contigui all’ambiente dei parcheggiatori e dei loro interessi?

Nella scorsa campagna elettorale, nell'Udc di De Mita, a sostegno di Preziosi è stata eletta una consigliera diretta emanazione di quel mondo. La stessa, rappresentante di Piazza del Popolo, con un atto di trasformismo, a pochi mesi dalle elezioni, è transitata nelle file della maggioranza, accolta in pompa magna dalla compagine del sindaco Foti. Esiste una parentela stretta tra una degli indagati delle cooperative e la precitata consigliera? Se ciò è vero, per il ruolo di indirizzo e controllo del Consiglio comunale, si apre un conflitto d'interesse nell'amministrazione Foti? E il Pd che dice di tutto ciò? Non vede, non parla, non sente.  E le opposizioni e la pubblica opinione, a parte Iandolo di Libera e Montefusco di Sel, per ora appaiono tiepide o addirittura silenti rispetto alla grave vicenda.

Per il clamore suscitato l'inchiesta sui parcheggi dovrebbe tramutarsi, al più presto, in atti, con l'auspicio che il procuratore Cantelmo rimanga a lungo ad Avellino per terminare il lavoro iniziato.

 

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