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    23/09/2017

Amministrative 2016/Patto #Cirietta, liste civetta e deriva della democrazia

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Rosetta D'Amelio e Ciriaco De MitaAVELLINO – Sul patto Ciriaco De Mita-Rosetta D’Amelio, ormai alla ribalta delle cronache politiche con la sigla Cirietta, ospitiamo un nuovo intervento di Lucio Garofalo.

*  * *

L'immobilismo ha scelto la provincia irpina a sua "patria elettiva". Se non si fosse verificato il tragico sisma del 1980, che scosse la "terraferma" e sconvolse l'esistenza di interi paesi e popolazioni, probabilmente nulla si sarebbe mai mosso. Tutto sarebbe ancora immobile. Come sempre. Nulla è "eterno" come la stasi irpina. Si pensi ad un Ciriaco De Mita eletto sindaco alla veneranda età di Matusalemme. In Alta Irpinia pare che la cronologia storica si arresti al 1980.

In realtà, la tempistica e la strategia in un progetto politico, e a maggior ragione in campagna elettorale, sono quasi sempre studiate e calcolate a tavolino. Si sa, non c'è nulla di nuovo sotto il sole. È altresì innegabile che, oggi, in alcuni Comuni irpini si voti, di fatto, con una sola lista vera in campo ed una lista civetta ad "opporsi". Sfido chiunque a smentire tale evidenza. "Il potere logora chi non ce l'ha", diceva un uomo che di potere se ne intendeva assai ed era ossessionato dal potere.

È risaputo che la politica è (quasi) sempre una questione di potere, cioè di rapporti di forza reali, non metafisici, per cui gli accordi politici sono quasi sempre accordi di potere. Non mi si venga a dire che la Santa Alleanza #Cirietta non sia un disegno mirato a ricompattare il quadro politico attorno all'uomo più potente ed "eterno" degli ultimi cinquant'anni nelle nostre zone.

Le liste civetta testimoniano una deriva ulteriore della democrazia nel nostro territorio. A fornirci una conferma che il demitismo è addirittura più forte ed egemone oggi rispetto al passato. E non è una "lieta novella" per le popolazioni locali. È fin troppo evidente che, in questo momento storico, a qualcuno conviene stringere alleanze con il grande G. Anche a chi si professava una persona "libera" fino all'altro ieri. Si potrebbe obiettare che il potere non è un'entità malvagia, ossia un'incarnazione demoniaca. Infatti, il potere è opera degli uomini, è il risultato di interessi terreni, concreti. Per cui se un tipo di potere salvaguardasse gli interessi delle masse popolari e lavoratrici, non sarebbe affatto negativo. Ma temo che non sia il caso del sistema di comando che in Alta Irpinia fa ancora riferimento all'uomo del monte.

Ecco perché chi si disinteressa della politica non fa che rendere il gioco più facile alla peggiore specie di potere, vale a dire la tirannide, ovverosia il fascismo, che può abilmente (o maldestramente) camuffarsi sotto mentite spoglie, presunte democratiche. Ma il dato più sconcertante è assistere ad un popolo composto in gran parte da sudditi che perpetuano a vita il potere di vecchi dinosauri politici come #Cirietta. Eppure, gli esemplari più giovani non sono affatto migliori. Tranne l'età, non si notano differenze tra i vecchi volponi del passato ed i loro eredi o epigoni attuali.

 

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