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    23/11/2017

Di Iorio: «L’Asi ha bisogno del Comune di Avellino, Foti ci ripensi»

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita3_asi_av.jpgAVELLINO – Sul ruolo del consorzio Asi, in particolare sulla decisione del Comune di Avellino di uscire dal Consiglio generale, ospitiamo un intervento del sindacalista Peppino Di Iorio, nominato componente del direttivo in rappresentanza del presidente della Regione Campania De Luca.

*  *  *

Le Asi della Campania vivono una fase di grande difficoltà ed incertezza. All’orizzonte si profila una nuova legge di riforma e nel concreto, oggi, i consorzi, tutti, sono alle prese con significativi problemi finanziari.

La stessa Asi di Avellino, pur vantando un patrimonio immobiliare utilizzabile di circa 240 milioni di euro, vive un momento difficile, un passaggio delicato. Bisogna recuperare autorevolezza, prestigio e “costumi sani” se si intende, come preannunciato, interloquire, da una parte con il governo regionale, e dall’altra riconquistare il consenso di tante amministrazioni locali e soprattutto delle aziende collocate nelle aree industriali irpine mettendo in campo un significativo progetto di risanamento e di rilancio.

Non ci aiuta, sicuramente, nella ricostruzione di una tensione positiva, la decisione della giunta comunale di Avellino, di uscire dal Consiglio generale dell’Asi irpina. Non intendo sottovalutare la portata del gesto del sindaco Foti e della sua giunta, gesto che può agire come una slavina soprattutto per quelle amministrazioni che non hanno rapporti territoriali con le aree industriali. E non sottovalutare significa interloquire nel merito dei problemi posti lasciando di canto ragioni politiche che oggettivamente in realtà possono essere poste. Perché, ad esempio, la decisione è maturata dopo l’elezione del nuovo comitato direttivo; dopo un’assemblea in cui si sono fronteggiati due opposti scenari  e dove l’amministrazione di Avellino è andata in minoranza senza che un intervento, una presa di posizione, un mugugno lasciasse presagire uno sviluppo di questo tipo? Ma dalla parte di Piazza del popolo rispondono che non c’è nessun nesso di causa-effetto, che la decisione risponde, esclusivamente, ai dettami della legge Madia, ai decreti successivi emanati dal ministero della Pubblica amministrazione e a una pressione della macchina burocratica interna.

E poiché “ Bruto” è un uomo d’onore abbiamo il dovere di credere a questa spiegazione. Essa, però, non è convincente. Dimostra, anzi, un pressappochismo preoccupante e una pigrizia culturale pericolosa perché mette nelle mani della burocrazia comunale atti e scelte che hanno una rilevanza squisitamente politica.

La legge Madia è del 2014, gli ultimi decreti del 2015, perché di grazia, il sindaco, alle prese con altre e ben più significative questioni che riguardano la città, lo sviluppo, la vivibilità, avverte,  solo oggi, il bisogno di fuoruscire dall’Asi. Inoltre, la legge, che sicuramente impone ai Comuni una verifica dello stato economico delle partecipate, non si applica ai consorzi industriali istituiti con legge nazionale del 91 perché, questi ultimi, essendo enti pubblici economici non sono soggetti a rischio fallimento, meno che mai per l’Asi della provincia di Avellino. Infatti, non più tardi di un mese fa il Tribunale di Udine ha emesso una sentenza che in maniera inequivocabile afferma tale principio. La sentenza è ancora più significativa e importante perché era stata la stessa Regione del Friuli ad attivare la richiesta di fallimento di un consorzio industriale indebitatosi in quella realtà per circa 75 milioni di euro. E allora mi chiedo,  e lo faccio molto sommessamente, che futuro possa avere una giunta comunale che per 12 mila euro (questa è la quota associativa) si fa guidare su una materia delicatissima che riguarda lo sviluppo industriale della città capoluogo non da un proprio autonomo, seppur conflittuale e polemico, progetto, ma esclusivamente dalla fredda e autonoma  burocrazia interna?

Il Consorzio Asi dell’Irpinia ha bisogno del Comune di Avellino per riprendere un progetto di rinnovamento e rilancio dell’area industriale di Pianodardine che - lo ricordo a me - è l’area della Fma, della Denso, dell’Isochimica ed anche di tante, troppe, crisi industriali che lì si sono consumate.

Il Comune di Avellino ha bisogno di un consorzio industriale rinnovato nel progetto che agisca, da subito, come un’agenzia per lo sviluppo industriale del territorio irpino, che mantenga un alto profilo di autonomia da tutti, essendo vincolato, come deve essere, esclusivamente dalla qualità dei servizi alle imprese (quanto lavoro c’è da fare) e da un recupero, da subito di una pratica impostata su “costumi sani e sobri”. Spero, per finire che il sindaco di Avellino e la sua giunta ci ripensino.

P.S.: Ho saputo del ricovero in ospedale del sindaco. Gli auguro, con affetto, una pronta guarigione.

 

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