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    21/09/2017

Garofalo: «Con Maraia la stagione più intensa di Rifondazione comunista»

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica2_rif_com.jpgARIANO IRPINO – Sulla scomparsa di Giovanni Maraia ospitiamo un ricordo di Lucio Garofalo che traccia un profilo dell’uomo e del politico.

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Vorrei spendere qualche parola per ricordare la figura di Giovanni Maraia che, nell'ultima fase della sua segreteria provinciale, fu ribattezzato il "Maraja" per le scelte verticistiche che assunse alla direzione del partito. L'ex segretario del Prc irpino lo ricordo soprattutto nel biennio tra il G8 di Genova del 2001 ed il congresso provinciale del 2002. Lo ricordo bene, poiché fu in quella breve, ma entusiasmante stagione che militai dentro Rifondazione con impegno ed assiduità, prima di congedarmi definitivamente nel 2003. Per varie ragioni che non mi pare ora il caso di esporre.

Il mio ricordo personale del compagno Maraia è legato alle tante discussioni e riunioni a cui ho partecipato prima, durante e dopo il G8 di Genova, di cui è appena trascorso l'ennesimo anniversario, con il lutto non ancora svanito. Era un uomo severo e rigoroso, intellettualmente e politicamente, che non ha mai rinnegato le sue origini ideologiche, come hanno fatto tanti altri ex del '68 e delle lotte operaie e sociali di quegli anni. Senza scomodare nessuno, ma temo che l'elenco sia ben nutrito.

Maraia aveva capacità di analisi e di pensiero molto lucide e raffinate che risentivano positivamente della sua elevata cultura storico-filosofica e della sua formazione intellettuale di ispirazione marxista. Il suo limite o il difetto principale era riconducibile ad una sorta di deformazione professionale derivante dall'attività svolta in qualità di docente, per cui si ergeva (o tendeva ad ergersi) sulla cattedra, per assumere toni professorali ed autoritari. La sua notevole, indiscussa abilità dialettica era una dote in grado di mettere in difficoltà, ovvero in soggezione, qualsiasi interlocutore. Non sono stati rari i momenti di polemica assai dura e gli scontri verbali, le dispute accese per ragioni di principio connesse alla gestione organizzativa ed alla democrazia interna del partito. Ma resta il ricordo di un leader combattivo e controverso, che ha guidato la stagione più intensa, vivace e memorabile di Rifondazione comunista nella provincia di Avellino. Malgrado tutto e tutti.

 

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