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    21/09/2017

Questione rifiuti, omaggio alla verità

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Luigi AnzaloneAVELLINO – Questione rifiuti: da Napoli a Roma. Riceviamo ed ospitiamo il testo pubblicato sulla pagina Facebook di Antonio Bassolino da Luigi Anzalone, già consigliere regionale della Campania dal 2005 al 2010 e vicepresidente Commissione regionale Anticamorra, assessore regionale al Bilancio con la giunta Bassolino dal  2001  al  2005, presidente della Provincia di Avellino dal 1992 al 1995.

*  *  *

In questi giorni l'emergenza rifiuti a Roma mi ha fatto venire in mente l'emergenza rifiuti a Napoli della fine del 2007. Tra le vacanze di Natale e l'inizio del nuovo anno, quando il capo dello Stato Napolitano venne nel capoluogo partenopeo, la città appariva ricolma di rifiuti. Al seguito del presidente arrivarono anche le tv pubbliche che mostrarono all'Italia l'inverecondo spettacolo e indicarono il responsabile unico: Antonio Bassolino, presidente della Regione. Poi giunsero le tv di Berlusconi, i giornali, le tv estere, mentre l'immondizia aumentava. Bassolino ne uscì semidistrutto, con le ossa rotte, indicato come "re della monnezza".

La cosa singolare è che, con tanti che giunsero, non giunse mai, mandato dal governo, che pure aveva un suo commissario all'emergenza rifiuti, chi togliesse la spazzatura dalle strade. Chi impediva a Prodi, che pure è un galantuomo, di ripulire Napoli? Quale autorità superiore al presidente del Consiglio? In breve, chi impedì a Prodi quel che, qualche mese dopo, nel 2008, vinte le elezioni politiche anticipate, fece in qualche settimana il nuovo governo Berlusconi? Mistero poco buffo e tutt'altro che misterioso.

Ma la cosa non si ferma qui. Bassolino era stato, oltre che presidente, commissario all'emergenza rifiuti fino al 2004. Fu di fatto costretto a dimettersi da commissario perché era l'unico modo per costruire l'inceneritore ad Acerra. Altrimenti, non glielo avrebbero fatto fare, in quanto avrebbe acquistato troppi meriti. Nell'aula del Consiglio i consiglieri di tutti i gruppi urlavano come ossessi contro il "diavolo", così lo chiamava sarcasticamente Bassolino, che aveva assunto la forma dell'inceneritore. Intanto le marce e le marcette di popolo e di preti si susseguivano, le adunate di comunisti da operetta e di fascisti con Alemanno in testa non si contavano più, pseudo-verdi alla Pecoraro e democristiani di grosso pelo erano culo e camicia.

La verità comunque vuole che se Napoli non ha più conosciuto una tale emergenza, lo si deve all'inceneritore fatto costruire da Bassolino (le balle stanno ancora lì a 13 anni dalle dimissioni di Bassolino da commissario e a 7 anni da quando non è più presidente della Regione). La raccolta differenziata, di fatto, a Napoli. non si fa ancora dopo 5 anni di sindacato de Magistris. Questa è una storia che, insieme ad altre storie telefoniche altolocate, dovrebbe fa parte della Storia della colonna infame dello Stato italiano.

Post scriptum -  In questi giorni si sta tentando di compiere con la Raggi, nuovo sindaco di Roma, l'operazione Bassolino-bis. Sulla Raggi viene di fatto cadere la colpa dell'emergenza rifiuti di Roma e le si addebita una qualche consulenza che impallidisce di fronte alle scelleratezze dei sindaci paracamorristi del Pd. Mi chiedo, a questo punto: com'è che a Napoli, nel 2007, l'emergenza rifiuti rinviava alla responsabilità del presidente della Regione in primis, e non al sindaco e al commissario all'emergenza? Perché bisognava far fuori Bassolino? Se è così, capisco tutto. E chiedo ancora: com'è che invece a Roma la responsabilità dell'emergenza rifiuti rinvia al sindaco Raggi soltanto e manco per niente al presidente della Regione Zingaretti? Perché bisogna far fuori Raggi? Se è così capisco. Ma, presidente Renzi, queste cose le capisce anche la pubblica opinione. Questo si chiama fare mascalzonate, cosa degne di un mascalzone, dal momento che l'emergenza rifiuti a Roma è roba endemica e la si supera solo con la sinergia governo-Regione-Comune.

Con Bassolino, la mascalzonata è riuscita, anche se a Napoli contate meno del due di briscole. Con Raggi è più difficile che riesca: ha un grande movimento alle sue spalle e al suo fianco Ma le elezioni, referendum compreso, si vincono con la politica pulita, fatta da persone perbene.

*Ex assessore regionale della Campania al Bilancio e al demanio della Regione Campania ed ex consigliere regionale e vicepresidente della commissione anticamorra, iscritto al Pd.

 

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