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    24/11/2017

Ferrovia, si avvera il sogno di Di Nunno?

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La stazione ferroviaria di AvellinoAVELLINO – Potrebbe avverarsi il sogno coltivato, invano, da Tonino Di Nunno e dalle sue amministrazioni di rilanciare il trasporto su ferro nella città di Avellino. Sarebbe una grande realtà dopo gli anni in cui la politica regionale irpina, influenzata dalla leadership di Ciriaco De Mita, dal Partito popolare alla Margherita, dal centrodestra di Caldoro al patto di Marano con De Luca, con una breve parentesi nel Pd di Veltroni, aveva pensato quasi esclusivamente alla sanità ed alle conseguenti clientele, autoescludendosi da tutti i processi di sviluppo relativi ad una moderna rete di mobilità.

Mentre altrove in Campania si investiva per agganciarsi subito ai nodi dell'Alta velocità e capacità, in Irpinia si agognava il corridoio ottavo in Valle Ufita ed intanto si chiudeva la storica tratta Avellino-Rocchetta Sant’Antonio voluta addirittura da Francesco De Sanctis. Fu un esercizio inutile per Tonino battere più volte i pugni ai tavoli regionali per rivendicare il diritto per gli irpini ad un trasporto moderno, per farli uscire da un nuovo isolamento contrastato negli anni Sessanta dal riformista Fiorentino Sullo con l'autostrada ad Avellino. C'era a latere anche la questione dell'azienda Air che, da un lato, in regime di monopolio governava efficientemente la mobilità su gomma, dall'altro garantiva un bacino di voti e sicure clientele al servizio dell'ancien régime.

Va dato atto a Pietro Mitrione, ferroviere e sindacalista, di aver tenuto aperto nel capoluogo il dibattito sulla ferrovia. Con De Luca in Regione, che ha visitato la stazione di via Francesco Tedesco, cogliendone le potenzialità, sembra cambiata la sensibilità rispetto alla questione. Per marzo 2017 sarà completamente ammodernata e automatizzata la tratta in direzione Mercato San Severino, in futuro verrà elettrificata, quindi trasporti più veloci per l'università di Fisciano e per Salerno.

Stesso discorso andrebbe avviato per Benevento. Cospicui investimenti richiede l'antica Avellino- Rocchetta che è stata riconosciuta come tratta storica e turistica e perciò degna di essere rilanciata. Collegarsi velocemente con Salerno e Benevento significa  utilizzare il porto, con facilità di movimentazione delle merci. Nel nucleo industriale di Avellino esiste la possibilità per le aziende di un utilizzo diretto dei treni merci grazie ad un progetto dell'Unione industriali e dell'Asi. Per non parlare della rete dei saperi con le università del Sannio e di Salerno, il Cnr ad Avellino e la facoltà del vino.

Come utilizzare i finanziamenti dell'Area vasta per creare occasioni di sviluppo e sfruttare al meglio le potenzialità nei trasporti sarà il tema del futuro e delle classi dirigenti più avvertite. Certo non si intravedono nuovi De Sanctis, Sullo o, nel suo piccolo, Di Nunno.

A proposito del sindaco-giornalista ricordiamo a quanti l’hanno conosciuto ed apprezzato per il suo attaccamento alla città che il giorno 3 gennaio 2017, secondo anniversario della scomparsa, sarà celebrata una santa messa, alle ore 18.00, nella chiesa di Costantinopoli in Corso Umberto. Ad officiare il rito religioso sarà don Emilio Carbone.

 

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