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    23/11/2017

Congresso Pd, la priorità è la credibilità della classe dirigente

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Aldo D'AndreaAVELLINO – Da queste elezioni, si sottolinei amministrative, colgo che, piuttosto di più o meno sinistra o di più o meno destra vi sia stata invocazione ad un partito che si chiama "credibilità delle classi dirigenti". Non che io voglia ignorare o sminuire le differenze tra destra e sinistra, che vi sono e restano, ma la gente non mi pare voglia interrogarsi su questo. La riflessione seria sul perché una intera generazione di giovani sia esclusa o marginalizzata manca; come pure mancano analisi valide sulla trasformazione culturale e dei costumi derivante dalla caduta del "muro" e dagli effetti del mercato globale. Questa classe dirigente è scadente, ciarlatana, non affidabile e distante anni luce da quella di trenta-quaranta anni fa. O il Pd ritrova ceto politico dirigente affidabile e credibile o la fiducia che riportò alle Europee (41% circa) continuerà a vanificarsi. L'elettorato, giustamente, insegue soluzioni, non chiacchiere, né esso può essere incolpato di non avere buona memoria sui guasti immensi che ancor oggi conseguono a quel periodo ridicolo di governo Berlusconi-Bossi-Fini-Casini, con annesse olgettine e finanza creativa di Tremonti. Il Pd deve imparare a fare poche chiacchiere, riflettere seriamente - se ci riesce - e ben operare, altrimenti, il ritorno di Berlusconi, con annesse paturnie, è dietro l'angolo. Non ci resterà che "piangere per le risate".

Venendo al Pd irpino, poi, è opportuno sottolineare che, fare un congresso provinciale il 23 luglio equivale a bandire un concorso pubblico il 14 agosto. "E' una storia antica", avrebbe chiosato un grande vecchio dei nostri monti, mentre "ho detto tutto" avrebbe declamato De Filippo. All'uomo comune, invece, viene in mente la semplice comparazione con i cacciatori di frodo. Eppure, dalle ultime Amministrative, può facilmente cogliersi che il nostro partito dovrebbe ritrovare una "credibilità delle classi dirigenti" oggi perduta. Una riflessione seria sul perché una intera generazione di giovani sia esclusa o marginalizzata manca, come pure mancano analisi valide sulla trasformazione culturale e dei costumi derivante dalla caduta del "muro" e dagli effetti del mercato globale.

Per stare alle questioncelle nostrane, sarebbe interessante ascoltare un racconto esplicativo sui 130 milioni di euro di debito dell'Alto Calore, sui ritardi del centro autistico di Valle, sulla crisi industriale, sulla nuova travolgente emigrazione giovanile. Ma così facendo, si farebbe un congresso vero; qui si baderà ad eleggere solo segretario e direttivo, in vista delle "interessanti" cose a venire. Questa classe dirigente è scadente, ciarlatana, non affidabile e distante anni luce da quella di trenta-quaranta anni fa. O il Pd ritrova ceto politico dirigente affidabile e credibile o la fiducia conquistata continuerà a vanificarsi. L'elettorato, giustamente, insegue soluzioni, non chiacchiere e un congresso provinciale in piena calura, senza riflessione, senza passione, scade nel ridicolo. L'Irpinia ha bisogno di altro, di diverso, di tanto che riesca a connettersi con questioni vere, con una realtà in profonda sofferenza, al di là degli sterili convegni pre-elettorali.

Così facendo, purtroppo, il Pd sbaglia. Ma vi è una domanda, a questo punto, che "sorge spontanea": è il momento di partecipare in autonomia con un candidato segretario che non abbia "cappelli in testa" e voce registrata? Personalmente lo voglio sperare.

*Tesserato Pd irpino

 

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