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    19/04/2019

Arace: «Le primarie restano una ferita, ma facciamo squadra intorno a Foti»

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Nadia AraceAVELLINO – Sulla vicenda politica tutta interna che sta vivendo il Partito democratico e a livello nazionale e a livello provinciale ospitiamo una nota di Nadia Arace, unica donna del Pd in campo alle primarie, poi annullate, per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra alle elezioni amministrative del 26 e 27 maggio.

“La notte dei lunghi coltelli, quella del massacro di Prodi e del Partito democratico. I figli che uccidono i padri per la successione. Altri figli in balia delle pressioni della rete. Veterani rancori di corrente e il Parlamento trasformato in un “cinico videogame”. Scene da basso impero, verrebbe da dire, dove a vincere sono state le alleanze sotterranee tra componenti pronte a determinare nuovi equilibri e a rinnegare antichi sostegni e quei veti incrociati dal sapore di vendetta post e pre-congressuale. Poco importa se l’arena sia stata Montecitorio e non i luoghi di partito. Poi la capitolazione della segreteria e l’azzeramento. Non l’implosione, ma l’esplosione di un conflitto mai sopito.

Scissione? Chissà. Io credo, invece, una grande occasione per la rigenerazione del Pd. Chi oggi resta in questo partito è un coraggioso. A Roma come ad Avellino, la vera questione è rispettare le regole e la democrazia interna del partito. Riconoscere la dignità dei luoghi dove è necessario il confronto serrato, la ricerca della condivisione e il superamento dialettico nella sintesi. L’affare delle primarie di Avellino resta una ferita aperta in termini di violazione di uno straordinario strumento di democrazia partecipata, una responsabilità chiara in termini di metodo su cui grava un’occasione sprecata per mettere in moto mondi ed incrociare donne e uomini della società civile, per parlare con i delusi e riempire le solitudini, per trasferire fuori dalle stanze il progetto democratico.

Ma quando si parla di rispetto delle regole non si deve commettere l’errore di pretenderlo solamente e non di osservarlo. Nel minuto immediatamente dopo la designazione del candidato a sindaco, trovo doveroso prendere atto della linea del Partito democratico e fare squadra attorno a Paolo Foti nell’interesse della città e per amore del Pd. Gli entusiasmi che ho attraversato nella pur breve campagna per le primarie vanno preservati, al bisogno di partecipazione va garantita continuità, le istanze di cambiamento vanno accolte e messe a sistema, già adesso. La piccola comunità messa in moto in queste settimane chiede di esserci, gli amici del Comitato sono pronti a riprendere il cammino verso il cambiamento, le ragioni dell’impegno per un altro Pd si rinnovano, oggi più che mai. Quando abbiamo intrapreso questo percorso ci siamo impegnati a costruire un Pd aperto e leggero, sdoganato da etichette e burocrati, un cantiere libero che non si ripiega davanti alle sfide di una modernità complessa, ma le coglie con coraggio.

Rivolgo il mio ringraziamento sincero ai 496 sottoscrittori della mia candidatura e ai tanti che, in queste ore, mi hanno chiesto di aprire porte e finestre per far entrare un vento nuovo nel Pd. Con ancora più forza, oggi, c’è bisogno di esserci. Con grande tenacia e con la serenità di sempre, avendo fermi nella mente il buon governo e nel cuore la buona politica”.

 

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