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    19/12/2018

Todisco: «Pd allo sbando, linea imposta da alcuni circoli, sindaci in condominio»

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Francesco TodiscoAVELLINO – A poco più ventiquattr’ore dalla presentazione ufficiale delle liste nei 51 Comuni irpini che il prossimo 25 maggio si recheranno alle urne per eleggere i nuovi sindaci e rinnovare i Consigli comunali questa è l’analisi di Francesco Todisco, ex consigliere comunale di Avellino ed ex vicesegretario provinciale del Pd, attuale coordinatore di “Un senso alla nostra storia”:

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Le liste sono state presentate e con esse si conferma l’immagine di un Pd portato allo sbando dalla segreteria provinciale. Il primo partito della provincia – peraltro con il vento in poppa dei sondaggi per la concomitante elezione del Parlamento europeo – non riesce, come avrebbe dovuto, a mettere in campo credibili alleanze di centro-sinistra e neppure “allargare” verso i moderati un sistema di alleanze che lo ponesse comunque al centro dello scontro elettorale. D’altronde, stando alle dichiarazioni “messianiche” di De Blasio “il centrosinistra è dove il Pd sta”. Solo tanta presunzione, insomma. Presunzione e rincorsa al notabiluccio locale che hanno portato il Pd a essere marginale e subalterno in tante delle realtà chiamate al voto. Queste le premesse dell’azione politica portata avanti da De Blasio e dalla maggioranza a suo sostegno, che poi s’è andata scontrando con la realtà di alcuni circoli che hanno imposto la linea – come per stessa ammissione del segretario provinciale – in tante circostanze. È bene ricordare che proprio i circoli che si sono caratterizzati per i maggiori pasticci sono quelli che maggiormente sono stati aggrediti da tesseramenti fasulli, da noi denunciati senza trovare ascolto, e che hanno visto il silenzio colpevole, alla ricerca di una qualche evidente convenienza, di De Blasio e della sua maggioranza.

Tutto ciò accade in una fase storica – quella della riforma delle Province – che muta sostanzialmente la natura dei sindaci, che non avranno più solo un ruolo esclusivamente amministrativo ma si caratterizzeranno anche per una rappresentanza politica che determinerà la guida della riformata amministrazione provinciale. Insomma, avremmo avuto bisogno di sindaci fortemente orientati politicamente e, invece, De Blasio è andato cercando sindaci in condominio con le più diverse forze politiche pur di dimostrare di averne qualcuno. Ma andiamo a una analisi più dettagliata, quanto meno per i Comuni di un maggior peso demografico.

Ad Ariano il combinato disposto fra via Tagliamento e il circolo di via D’Afflitto ha portato a una ricerca spasmodica di una strana alleanza con la destra. Con chiunque pur di vincere. Ma son rimasti soli al punto da allearsi con una parte del Psi locale e presentare un’unica lista e per di più incompleta. Gli uomini di centrosinistra ad Ariano hanno lavorato sin dall’inizio a un’alleanza che parlasse con coerenza e chiarezza alla città, esprimendo la candidatura a sindaco di La Vita. E punti di riferimento essenziali di questa linea sono stati il circolo “Berlinguer” ed il movimento Harambee.

A Montoro i disastri politici e amministrativi della premiata ditta Carratù-De Giovanni, che per anni hanno finto di portare l’etichetta del Pd muovendosi nei fatti sempre in altri sentieri, hanno portato a una candidatura sostenuta anche da pezzi essenziali del centrodestra. Quelli che finanche Girolamo Giaquinto non ha voluto. Le foto di De Giovanni con Nicola Cosentino sono lì a imperitura memoria a ricordarci di cosa stiamo parlando. Il Pd, quello vero, quello che ha lottato contro le irregolarità compiute nell’ultimo congresso provinciale nel circolo, ha costruito un’alleanza di centrosinistra, valorizzando esperienze consolidate e novità, ritrovandosi nella figura di un amministratore rigoroso e preparato e uomo di sinistra, Mario Bianchino.

A Mercogliano era necessario un cambiamento totale rispetto all’esperienza Carullo. È questa la lettura che cha dato il circolo locale e che ci trova d’accordo. E merita rispetto il fatto di aver rinunciato al simbolo nell’alleanza spuria costruita. Ma non ci trova d’accordo la rinunzia ad un’organica alleanza di centrosinistra. Il tentativo di Maddalena Poerio, in questo senso, è degno di nota e auspichiamo possa essere utile per il futuro.

A Grottaminarda De Blasio s’è affidato alle cure amorevoli di Giovanni Ianniciello. De Blasio aveva bisogno di un maestro in termini di repentini cambiamenti di casacca e allora a chi rivolgersi se non all’ex sindaco di Grottaminarda? Peccato che Ianniciello sia nemico vero, sincero di un qualsiasi pensiero che parli di un’altra idea di Mezzogiorno. Meno male che un’altra idea di politica ha trovato spazio in “Grottalternativa” e nella candidatura di Luigi La Manna.

Fra i Comuni più rilevanti, qualche alleanza di centrosinistra c’è stata ma più per impossibilità di fare altro che per convinzione.

Ad Altavilla il deblasismo, perso il riferimento storico di Enzo De Luca, ovvero l’ex sindaco Coviello, s’è ridotto a un corteggiamento di un cavallo di ritorno quale Alberico Villani per poi ritrovarsi in una lista di centrosinistra senza avere neanche i candidati, al punto da ricorrere a due illustri cittadini mercoglianesi quali Chiara Maffei e Bruno Gambardella.

A Montella le spaccature interne al Pd e facenti tutte capo a correnti che sostengono il segretario provinciale hanno portato all’impossibilità di costruire un’alleanza forte. Salvo poi cercare rimedio nella generosità di un pezzo di storia della sinistra montellese, Anna Dello Buono, disponibile a salvare da un naufragio, altrimenti sicuro, i democratici montellesi.

I pasticci sono tanti e si potrebbe continuare per pagine a scriverne. Fra i Comuni più piccoli, ne citiamo uno per tutti, Contrada, dove l’ex sindaco democratico del Pd, Iannaccone, da sempre vicino a De Luca, ha lavorato per il sostegno alla candidatura di un forzista della prima ora quale Addivinola.

E tanti sono i Comuni nei quali del Pd si è persa ogni traccia. Tantissimi quelli nei quali iscritti al Pd stanno indifferentemente divisi nelle liste contrapposte: uno spettacolo di assoluta irrilevanza della direzione politica provinciale. Non mancano segnali positivi in questa campagna elettorale, ma nascono tutti per la volontà ferrea e spesso controvento rispetto alla linea della segreteria provinciale, come a Montecalvo dove una lista di rinnovamento guidata da Mirko Iorillo invera un’idea di sinistra e di cambiamento che merita tutto il nostro sostegno. O a Chiusano San Domenico dove la lista di centrosinistra di De Angelis ha dovuto imporsi rispetto a un lavorio di incomprensibile ostruzionismo del locale circolo Pd. Così come meritano sostegno esperienze consolidate di buona amministrazione come quella di Salvatore Frullone a Bisaccia.

Però un raggio di sole vero in questa vicenda c’è. Finalmente, il segretario provinciale potrà espugnare una roccaforte da sempre inespugnabile per lui: il suo paese, Montefusco. Peccato che per farlo abbia dovuto ricorrere a un giovane di primo pelo, l’ex assessore della giunta Sibilia, Gnerre…

*Coordinamento provinciale “Un senso alla nostra storia”

 

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