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    23/09/2017

Lavori pubblici, Gengaro: «Avellino non ha bisogno di altri Vietnam»

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Il cantiere di Piazza LibertàAVELLINO – Dopo quasi due anni di immobilismo, l'amministrazione Foti, contemporaneamente, apre numerosi cantieri nel centro città paralizzando Avellino. L'errore micidiale di non aver realizzato, fin dal momento immediatamente successivo all'insediamento, il progetto di riqualificazione di Piazza Libertà che si era aggiudicato il concorso di idee ed architettura varato nella precedente consiliatura, il continuo ripensamento, con la complicità della Sovrintendenza, su cosa realizzare hanno fatto slittare i lavori nella principale agorà cittadina fino a farli coincidere, oggi, con tutti gli altri.

Gestire, contemporaneamente, le opere in corso di Piazza Castello e Piazza Duomo, di Corso Europa, del tunnel in via Due Principati, dell'antico Largo ed altre in arrivo come quelle di via Pescatori, è sicuramente impresa da titani. Ai disagi dei  commercianti, sempre in prima linea quando vengono toccati i propri interessi, legati all'impossibilità per l'utenza di raggiungere in macchina i negozi, si aggiungono quelli dei residenti che si debbono muovere come in un labirinto. Raramente, nel capoluogo, in particolare per Corso Europa e Piazza Libertà, si è assistito all'installazione di cantieri così fatiscenti, al limite delle  normative sulla sicurezza: in virtù di ciò  ci si chiede se ancora esistano in questa  provincia autorità preposte al controllo.

Mai più di un'opera pubblica per volta, in centro, è la regola di buon senso a cui dovrebbero attenersi le amministrazioni virtuose. Certo, in futuro, probabilmente, si avrà una città migliore , ma la questione è cercare di pagare il prezzo minore nella fase di transizione. La giunta di Avellino sostiene che se non si effettuano i lavori si perdono i fondi. Si potrebbe obiettare che le opere si programmano gradualmente e che se hai un buon progetto, prima o poi, le risorse si trovano.

D'altra parte non è colpa di Foti se Caldoro, prepotentemente in campagna elettorale, proprio alla vigilia delle elezioni regionali ha sbloccato le risorse per intervenire nelle realtà campane. Per non parlare del tasso di inquinamento dovuto ai gas di scarico delle automobili. Appaiono ridicoli, a tal proposito,  i dispositivi  varati per gestire l'emergenza.

A parte la cronica latitanza dei vigili urbani,  non esiste alcun potenziamento dei mezzi pubblici, né diffide per l'Air, con l'invito ad horas a consegnare alla città l'agognata autostazione, sbloccando così i problemi di Piazza Kennedy. Dirottare tutto il traffico di via Luigi Amabile in via Crescitelli e quello di Corso Europa in via Zigarelli ha di fatto ulteriormente rallentato e maggiormente inquinato il centro di Avellino. Allungare le percorrenze, rendendole più scorrevoli, attraverso un sistema di sensi  unici, probabilmente avrebbe giovato sia alla mobilità che alla qualità dell'aria.

Che fine hanno fatto i parcheggi di interscambio previsti all'ingresso dell'urbe sia dal Puc che dagli accordi di reciprocità? L'unica speranza per uscire dalla tempesta perfetta dei lavori in corso è che si rispettino i crono-programmi e che la riqualificazione urbana avvenga bene ed in fretta. Avellino non ha bisogno di altri Vietnam come quello, durato dieci anni, del tunnel.

*ex presidente del Consiglio comunale

 

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