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    09/02/2026

L’occhio sulla città/L’Avellino festeggia al Partenio-Lombardi il ritorno in serie B

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b_300_220_15593462_0___images_stories_tifosi_al_partenio.jpgAVELLINO – L’occhio sulla città di questa settimana guarda al calcio. In quest’occasione vogliamo cambiare il nostro punto d’osservazione: non ancora considerazioni sulla promozione ma sugli oneri e le responsabilità che il traguardo raggiunto assegna alla politica cittadina.

È vero: l’Avellino e ufficialmente ed inequivocabilmente in serie B con una giornata d’anticipo, un obiettivo auspicato, agognato, sperato, atteso. Tutto questo, oltre agli indiscutibili onori meritati e dovuti, comporta inevitabilmente, come detto, anche degli oneri; uno tra tutti è quello di dover garantire al capoluogo ad ai tifosi biancoverdi uno stadio adeguato alla nuova dimensione nella quale saremo chiamati a calarci e a competere  nella prossima stagione. Una dimensione comunque a noi non ignota e che, anzi, forse si attaglia maggiormente ad una realtà medio-piccola come la nostra, rispetto alla categoria che ci siamo lasciati alle spalle.

Ebbene, nel merito, apprendiamo dell’impegno dell’amministrazione Nargi, di concerto con la società  guidata dal presidente D’Agostino, a procedere con i lavori di adeguamento dell’impianto sportivo esistente, non esente da elementi di evidente vetustà e con la necessità di interventi strutturali specifici e  propedeutici al rispetto dei regolamenti della nuova categoria d’appartenenza, così da consentire all’Avellino di disputare il prossimo campionato cadetto in massima sicurezza. Una corsa contro il tempo rispetto alla quale la società non ha tardato a fornire rassicurazioni.

Accanto a questo si è soprattutto espressa la volontà del sindaco circa la possibile vendita dello stadio alla società di calcio della città  per una cifra che si aggirerebbe intorno agli 8 milioni di euro.

Un operazionale che avrebbe ricadute positive sul bilancio comunale e che consentirebbe all’Us Avellino di riqualificare lo stadio e nel contempo gliene assegnerebbe la titolarità per i prossimi 99 anni.

A quanto si apprende le interlocuzioni tra le parti e l’iter sarebbero già ben avviati. Inoltre, si rende noto che l’impianto sarebbe vincolato all’Avellino calcio e che, in caso di futuro passaggio di proprietà del club, chi lo acquisterà avrà lo stadio a disposizione.

Un dinamismo, quello degli attori in campo, che, oltre ad uno sgravio sulle sofferenti casse comunali, ribadisce la solidità economica dalla proprietà dell’Avellino e la volontà della stessa di rendere la società sempre più all’avanguardia ed al passo coi tempi, vista anche la tendenza generalizzata delle squadre di calcio ad avere stadi di proprietà.

A proposito, ricordiamo il progetto del nuovo Partenio-Lombardi, firmato dall’architetto Gino Zavanella, lo stesso che ha progettato e realizzato lo “Juventus Stadium” di Torino. Se tutto andrà secondo programmi, dopo l’acquisizione dell’impianto a patrimonio dell’Us Avellino, i lavori di abbattimento e ricostruzione dovrebbero avere una durata di circa due anni dall’apertura del cantiere. Come detto, comunque, il tutto non inficerà sulla prossima stagione in vista della quale si procederà a lavori di adeguamento dell’impianto esistente.

Per approfondimenti e dettagli sul progetto del nuovo stadio dell’Avellino, invitiamo alla rilettura di nostri numerosi sguardi sull’argomento. Speranzosi di poter presto registrare positivi sviluppi ed in attesa, magari, di goderci l’ultima vittoria  nell’ultimo match interno contro il “Team Altamura” e poi continuare a fare festa, auguriamo buon lavoro.

Un’annotazione: mentre scriviamo scriviamo, apprendiamo di una telefonata tra il sindaco Laura Nargi ed il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, nella quale il governatore, oltre a congratularsi con il nostro primo cittadino per la promozione dell’Avellino in serie B, ha garantito una sponda istituzionale sui lavori di adeguamento dello stadio Partenio-Lombardi, nonché interesse  e piena collaborazione per un positivo approdo del progetto del nuovo stadio. Staremo a vedere.

*  *  *

A margine: dallo scorso lunedì il mondo avverte un profondo senso di vuoto, un senso di privazione per la perdita di un punto di riferimento cui guardava. Papa Francesco non c’è più.  L’uomo dei gesti, di gesti semplici ma sempre compiuti con la forza della determinazione. Sempre al centro dei nodi della politica, capace di suggerire orientare indirizzare seminare, ma consapevole di non poter agire per determinare. L’uomo degli ultimi, a partire dal nome scelto da Pontefice, richiamo al Santo poverello di Assisi.

Ha fatto recuperare ad ognuno una dimensione umana, impegnato instancabilmente a creare ponti di speranza, ci ha risvegliato le coscienze. Ha sublimato il sentimento dell’empatia. Ha voluto adempiere al suo servizio alla sua missione fino all’ultimo, quando medici e senso comune avrebbero consigliato altro. Ha reso più bello tutto ciò che aveva intorno

Il lascito di Papa Francesco è una preziosa eredità, probabilmente quella “dell’ultimo leader globale”, che ci chiede di essere capaci di proiettarla nel futuro.

 

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