AVELLINO – Quello di questa settimana è un altro sguardo di ritorno che “non cerca l’uomo” ma chiede “luce per la città”. A sollecitarlo un nostro attento ed affezionato lettore, visto il permanere di una sempre più scarsa o inadeguata illuminazione di vie, strade e piazze del capoluogo.
Stendiamo un velo pietoso su quella di Corso Vittorio Emanuele per la quale, pur conservando le storiche pastorali, l’amministrazione Galasso, al tempo, ha deliberato di dismettere le bellissime storiche sfere con un’avventata decisione che ancor oggi stentiamo a comprendere.
Torniamo a chiederci: non sarebbe stato meglio, pur nel pieno rispetto della normativa europea che obbliga all’uso di fonti di luce a risparmio energetico, limitarsi alla sola sostituzione della lampadina all’interno delle sfere, preservando così la storia del Corso e della città? Ci auguriamo che la decisione sia stata dettata soltanto da motivi tecnici e non da altro. Visto il pragmatismo e l’oculatezza nelle scelte del commissario, ci saranno, per quanto nelle sue possibilità, attente valutazioni, magari chissà, considerando un eventuale ripristino delle sfere.
Proseguendo, invitiamo la “struttura commissariale” a percorrere Via Dante e Via Mancini, con l’ora solare e soprattutto in ora tarda quando le luci delle vetrine, sempre più unica fonte di luce alternativa, ormai spente suggerisco di munirsi di una torcia per non incorrere in possibili spiacevoli inconvenienti o altre “insidie nascoste”. Si intervenga, perciò, celermente “prima che sia tardi molto presto”.
Una situazione non dissimile è segnalata dal nostro attento ed affezionato lettore in Corso Europa, dove la luce sembrerebbe essere insufficiente e soprattutto polarizzata verso il basso. Ebbene, oltre a confermare tutto quanto segnalato dal nostro lettore, abbiamo potuto costatare di persona come, peraltro, buona parte della pubblica illuminazione in Corso Europa sia impedita nella propria funzione perché incapsulata del rigoglioso proliferare degli alberi. Ora, le soluzioni potrebbero essere tre: la prima, procedere al taglio degli alberi, troppo drastica e decisamente da escludere; la seconda, procedere ad un’accurata potatura degli alberi, così da far “riemergere la luce nascosta”, decisamente più confacente e funzionale allo scopo; o la terza strada, ancor più percorribile, sarebbe quella di cambiare o modificare il sistema di illuminazione per Corso Europa. Alla competenza, alla perizia ad alla volontà dei tecnici comunali e della struttura commissariale le opportune valutazioni nel merito.
Ancora, vi sarà sicuramente capitato di percorrere il tratto di strada che da piazzale Amedeo Guarino va a congiungersi con vicolo Giardinetto: avvolto da completa oscurità, basterebbe davvero poco per riparare ad una tale situazione di precarietà, basterebbe provvedere all’installazione di una pubblica illuminazione o anche di semplici fari per rimediare ad una doverosa necessità.
Spostandoci dal centro, imboccando strade meno frequentate, riscontriamo una scenario non dissimile da quanto appena descritto: pensiamo, ad esempio, alla scarsa o inadeguata illuminazione di Via Colombo, Piazza d’Armi, Via Nappi, Via Luigi Amabile, Via Trinità.
Ebbene, percorrendo le strade appena menzionate, si ha la spiacevole sensazione di volersi “accontentare”. Ora, fatta salva la necessità di dover ricorrere a fonti di luce a risparmio energetico e stante il maggior costo delle lampadine ad alta efficienza luminosa ma a scarso consumo di energia elettrica, il risparmio per le sofferenti casse comunali, sarà ben presto evidente e capace di ammortizzare la spesa iniziale. Anche in questo caso invitiamo ad attenta riflessione.
A contrappunto, non possiamo che plaudire all’illuminazione di Piazza Libertà o ancor di più a quella di Via Verdi che ha potuto beneficiare anche di quella immaginata e progettata, non per diretta iniziativa del Comune, a magnificare il complesso del carcere borbonico. Solo alcuni esempi e riflessioni ma sufficienti a capire che il problema esiste e va affrontato con soluzioni adeguate.
Confidenti nella pur già dimostrata propensione al fare del commissario prefettizio Giuliana Perrotta e dei suoi collaboratori, auguriamo buon lavoro.
Un’annotazione: in questo quadro, in relazione alla situazione di Corso Vittorio Emanuele, torniamo a segnalare che, all’altezza di una nota agenzia immobiliare, continua a far bella mostra di sé una buca originata dalla mancanza del lastricato che costituisce la pavimentazione. Invitiamo ad una passeggiata nella zona ad inverare quanto appena affermato e porre adeguato rimedio.
Perché, giova ripeterlo, potrà apparire a volte monotono il ritrovare sollecitazioni su argomenti già ampiamente trattati ma di certo ancor più monotoni sono coloro che ci costringono ad esserlo.




