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    21/11/2017

Ariano, la scuola apre al territorio

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Rubriche-LaScuola_ari_irp_degrut.jpgARIANO IRPINO – Si arricchisce di altri preziosi laboratori l’Istituto d’istruzione superiore Giuseppe De Gruttola di Ariano Irpino. Grazie al Fesr, il Fondo europeo di sviluppo regionale che finanzia gli interventi infrastrutturali nei settori della comunicazione, dell’energia, dell’istruzione, della sanità, della ricerca ed evoluzione tecnologica, gli studenti dell’Istituto potranno beneficiare di nuovi ambienti dedicati all’apprendimento.

Le due sedi dell’Istituto ospiteranno i genitori degli alunni delle classi 2 che hanno frequentato il primo anno della scuola secondaria di secondo grado, nonché i genitori e gli alunni delle classi terze della scuola secondaria di primo grado che nel mese di febbraio si sono iscritti ad uno degli indirizzi di studio dell’Istituto professionale (enogastronomia, ospitalità alberghiera e agrario) e dell’Istituto tecnico (meccanica e meccatronica, elettrico ed elettronico e biotecnologie). La scuola resterà aperta per l’intera giornata di domani, dalle 10,00 alle 18,00, e si potranno non solo visitare i nuovi ambienti per l’apprendimento, ma anche vedere gli alunni all’opera nelle nuove classi e laboratori. Un progetto, quello portato a termine dal De Gruttola, che ridefinisce il ruolo dei laboratori scolastici, visti spesso come contenitori di attrezzature speciali e vissuti come quasi estranei alla didattica quotidiana. Oggi la scuola – si legge in un comunicato – ha bisogno di strutturarsi come un unico spazio flessibile e integrato, fatto di microambienti dalle attività diversificate, pensati per comfort e li benessere di chi lo vive. Per questo, pur avendo contenitori architettonici tradizionali, l’Istituto ha cercato di creare spazi, utilizzando componenti e arredi connettivi che possano diventare relazionali, offrendo diverse modalità di attività informali, individuali, in piccoli o grandi gruppi. Lo spazio si dilata e diventa flessibile, capace di intercettare bisogni diversi, di garantire l’integrazione e la complementarietà di tutti i suoi elementi. Proprio in questo spazio si realizza quel principio di autonomia di movimento per lo studente, ma anche di maggiore potenzialità per il docente, che avvia le sue attività, fornisce le indicazioni agli alunni, sostiene il lavoro dei gruppi, passa al confronto con il collega in compresenza. Insomma, un modo di lavorare interscambiabile e olistico, più dinamico e aperto ai rapporti professionali e umani, per realizzare una didattica coinvolgente che non ha paura di spazi che consentono la condivisione oltre l’aula.

 

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