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    21/11/2017

Giordano: «Il tedesco al liceo Mancini? Un apprendimento di eccellenza da difendere»

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Il liceo scientifico ManciniAVELLINO – Apprendo dalla stampa di ieri e di oggi – scrive in una nota Giancarlo Giordano, parlamentare avellinese di Sel – che,  per ragioni tutte da verificare, il liceo "Pasquale Stanislao Mancini" perderebbe uno dei suoi fiori all'occhiello, ovvero l'insegnamento della lingua tedesca presso le sezioni A e C. Detto altrimenti parrebbe che non si sia formata la classe prima del corso C di lingua tedesca e che la sezione A, corso per eccellenza di lingua tedesca, perderebbe la sua specificità. La questione non è nominalistica come potrebbe apparire. Non penso solo alle modifiche che potrebbero subire gli organici anche in prospettiva ma anche al significato simbolico che tale scelta comporta in una fase come quella attuale di profonda crisi economica, che per le famiglie si traduce in crisi di opportunità  da offrire ai propri figli nel loro percorso di crescita. Del resto, poiché la nostra città offre di per sé già poco ai suoi ragazzi, non si comprende bene la ratio di una scelta che non solo gli sottrae quel poco che hanno ma anche  una opportunità di apprendimento di eccellenza. Una opportunità che il liceo Mancini condivide con sole 18 scuole in Italia. Un'opportunità per la quale sono in lista d'attesa in Italia  ben 20 scuole.

L'insegnamento di questa lingua, infatti, grazie all'attività dei docenti che negli anni in ciò hanno creduto, ha consentito di raggiungere risultati importanti che varrebbe  la pena difendere, come ad esempio la possibilità di conseguire il diploma Dsd, ovvero il diploma di lingua tedesca che attesta l'acquisizione della competenza ai  livelli B2 e C1 del quadro europeo delle lingue. Tutto ciò attraverso una serie di percorsi curriculari e didattici  specifici, prove d'esame e soprattutto scambi culturali con la Germania. Questo liceo ha realizzato fino ad oggi appieno il mandato che le scuole statali  ricevono non solo dalla Costituzione ma anche dal regolamento dell'autonomia scolastica del 1999: qualificando l'offerta formativa, ha dato opportunità di apprendimento e possibilità di diversificazione delle proprie esperienze formative, attraverso una proposta qualitativamente alta. Se, come rilevo sempre dalla stampa, dovesse essere confermata 'l'unilateralità' di tale scelta e il conseguente mancato 'coinvolgimento degli organi elettivi' ci troveremmo di fronte ad un oggettivo arbitrio da parte di chi ha la responsabilità di dirigere questa scuola piuttosto che di fronte al virtuoso esercizio delle possibilità che l'autonomia scolastica offre. Credo che qualunque azione possa essere messa in campo per difendere un'eccellenza del nostro territorio vada valorizzata. In tal senso il mio impegno, non solo come ex alunno del corso A, non mancherà.

 

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