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    14/12/2017

Un proverbio alla volta/Lu zappóne re l’ate caccia re scatédde

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Rubriche_proverbi.jpgCARIFE - Lu zappóne re l’ate caccia re scatédde (La zappa degli altri fa scintille) - La zappa, fin dalla più remota antichità, è stata lo strumento più usato dall’essere umano. Da quando l’uomo scelse la vita sedentaria, la zappa l’ha sempre accompagnato. Dissodare il terreno per la semina, fare piccoli solchi, preparare il campo per le varie piantagioni, deviare i piccoli corsi d’acqua e tanti altri lavori, ancora oggi, in varie parti del mondo, si fanno con la zappa.

Quest’ultima, nel tempo, è diventata anche oggetto di molti proverbi per sottolineare abitudini sbagliate degli uomini, difetti, dimenticanze e peso della fatica del contadino. Il proverbio sopra indicato prova a sottolineare quel sentimento sottile e nascosto che è l’invidia. Tra i contadini, spesso con terreni confinanti, c’era sempre un forte spirito di competizione e osservazione. Si guardava il grano e tutti gli altri elementi coltivati per stabilire chi avesse quello migliore e chi produceva di più ai fini economici.

Il terreno però, anche se a confine, spesso non aveva la stessa qualità, risultando da una parte argilloso e dall’altra magari più fertile. Per questo l’aspetto della vegetazione era molto diverso e, durante la primavera,  assumeva tonalità di verde più chiaro o più cupo preannunciando un raccolto da un lato più buono e dell’altro scarso. Questo fatto alimentava un po’ di invidia e, durante le discussioni, con una certa ironia, si attribuiva la maggiore abbondanza al miglior uso della zappa.

 

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