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    23/06/2018

Un proverbio alla volta/Fatica pesante sole cucente e mangià malamente

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Rubriche_proverbi.jpgCARIFE – Fatica pesante sole cucente e mangià malamente (Fatica pesante, sole cocente e cibo scadente) - Questo proverbio appartiene alla famiglia dei “ternari”, che  mettono insieme varie circostanze per fotografare una situazione ai limiti della sopportazione. Ritrae le condizioni peggiori per trascorrere una giornata da bracciante agricolo.

Le circostanze che vengono richiamate, spesso, si verificavano nelle attività dei campi. Il lavoro, nella maggior parte dei casi,  fatto a mano con strumenti primitivi (la zappa, la falce, la sega e simili), era sempre molto pesante. A cominciare da maggio, il sole cominciava a picchiare sulle spalle sempre più caldo e insistente e il sudore scorreva abbondante sul volto e  in ogni parte del corpo. La fatica si faceva sentire e l’unica speranza  era che arrivasse l’ora di pranzo per poter mangiare bene e fare una abbondante bevuta di vino.

Spesso, però, la povertà e la scarsa consistenza economica del padrone di turno o dell’amico che si era andato ad aiutare, non consentiva di preparare lauti pranzi. Nella maggior parte dei casi, il pranzo si riduceva ad una pentola di fave lesse,senza condimento, ad una pagnotta di pane e qualche bicchiere di vino.

Si comprende facilmente quanto fosse grande la delusione e lunga giornata da trascorrere lavorando, in silenzio e senza potersi aspettare altro. Da qui il proverbio che non proponeva  morale, ma fotografava una situazione nella quale nessuno si augurava  di incappare. Oggi non si usa più.

 

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