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    09/09/2026

Si vota la sfiducia a De Blasio, a Capriglia l’assemblea provinciale

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Carmine De BlasioAVELLINO – Alla vigilia dell’assemblea provinciale del Partito democratico irpino, in programma domani pomeriggio, alle 16.00, all’hotel Cappuccino di Capriglia Irpina con all’ordine del giorno la mozione di sfiducia al segretario Carmine De Blasio, ospitiamo quale spunto per una riflessione due interventi: il primo è di un iscritto e militante locale, Gaetano Alvino, che rivolge un appello a tutti gli iscritti del Pd; il secondo – tenuto alcuni mesi fa ad Agrigento in occasione di un convegno sul Pd e sulla situazione politica – è del senatore Paolo Corsini, vice presidente della commissione Affari esteri del Senato, membro della commissione bicamerale d'inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro, nonché dell'Assemblea parlamentare e della commissione Cultura, scienza e istruzione del Consiglio d'Europa.

Corsini, lo ricordiamo, è stato ad Avellino nel luglio scorso per partecipare al convegno organizzato dal Centro studi “Giuseppe Dossetti” sul ruolo dei cattolici democratici e della crisi della politica. (cfr. http://giornalelirpinia.it/index.php/component/content/article/1-politica/10621-corsini-luna-nuova-politica-dalla-lezione-del-cattolicesimo-democraticor).

Alvino: "A prescindere da quelle che saranno le conclusioni dell’assemblea provinciale del Partito democratico irpino ciò che sorprende e che può essere assunto come un dato di fatto è la totale assenza, in questi mesi di travagliate vicende, di un senso critico da parte degli iscritti in generale.

Non una parola, non un gesto né un sussulto di orgoglio che lasciasse intendere l’esistenza di una base, fatta da coloro che dovrebbero essere linfa vitale per una comunità politica e che invece hanno preferito eclissarsi nell’ombra dei capetti locali salvo poi illuminarsi in occasione di campagne elettorali e tesseramenti. Il tutto aggravato da un consapevole silenzio.

Il limite, forse, di questo partito in città e in provincia di Avellino è proprio questo. Ovvero un partito fatto di tesserati di carta che preferisce delegare piuttosto che essere parte attiva negando la funzione della politica come arte nobile e l’assunto che l’adesione comporta responsabilità, attivismo, passione e non cieca obbedienza a qualcuno.

È inconcepibile aver sostituito il dibattito politico anche nei piccoli circoli di paese ai riposizionamenti interni trascinando il partito in un eterno clima da campagna elettorale in una provincia dove le emergenze superano l’ordinario e chi dovrebbe fare  politica attiva si è lasciato condizionare da un mondo surreale  fatto di comunicati stampa, telefonate per strappare firme sotto documenti e caffè consumati davanti ai bar con l’attenzione a non frequentare il bar sbagliato.

Se il Partito democratico irpino, o meglio la comunità degli iscritti, si è ridotta a ciò, bene sarebbe accettare il giudizio severo di quanti pur appassionati vivono queste bassezze con distacco e sofferenza  e altra arma non hanno se non quella di frequentare il partito del disinteresse, lasciando la scena a chi attende gli incontri pubblici per avere i suoi cinque minuti di notorietà.

L’auspicio è che, smaltiti gli umori dell’assemblea provinciale, si riscopra la bellezza dell’attivismo cominciando ad esigere da chi ha ruoli di responsabilità la trattazione di temi che un partito di governo dovrebbe affrontare anche nelle nostre disastrate realtà".

Questo, invece, l'intervento del sen. Paolo Corsini:

Il Partito democratico e la sfida del suo nome

 

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