Marcatori: 18’ st Aurelio, 37’ st Vlahovic, 40’ st Vignali, 45’ st Di Seriov
AVELLINO – SPEZIA 0-4
AVELLINO (3-5-2): Iannarilli; Cancellotti, Simic, Fontanarosa; Missori (30’ st Tutino), Besaggio (21’ Russo), Palmiero, Sounas (16’ st Gyabuaa), Cagnano (1’ st Milani); Biasci (1’ st Palumbo), Crespi. A disposizione: Daffara, Armellino, Lescano, Panico, Kumi, Enrici, Manzi. Allenatore: Biancolino.
SPEZIA (4-3-1-2): Sarr; Mateju, Jack (42’ st Candela), Hristov, Aurelio (35’ st Beruatto); Cassata (1’ st Kouda), Nagy, Vignali; Esposito; Lapadula (35’ st Vlahovic) Soleri (27’ st Di Serio). A disposizione: Mascardi, Loria, Candelari, Lorenzelli. Allenatore: D’Angelo.
Arbitro: Daniele Perenzoni della sezione di Rovereto. Assistenti: Giuseppe Di Giacinto della sezione di Teramo e Carlo Rinaldi della sezione di Bassano del Grappa. Quarto uomo: Andrea Colombo Valerio Crezzini della sezione di Siena. Al Var Marco Piccini della sezione di Forlì; Avar Rodolfo Di Vuolo della sezione di Castellammare di Stabia.
Ammoniti: 17’ pt Cassata, 1’ st Besaggio
Espulsi: 44’ pt Palmiero
Recuperi: 3’ pt più 3’ st
Note: angoli 7-6. Spettatori 9.306 di cui 131 ospiti.
AVELLINO – Figuraccia Avellino che contro lo Spezia, ultimo in classifica, rimedia dinanzi al pubblico del Partenio-Lombardi una sonora sconfitta, la seconda consecutiva e la terza di questa prima parte del campionato, al termine di un match affrontato con poca convinzione nei propri mezzi e scarsa concentrazione sul piano dell'impegno da tenere sul terreno di gioco. I liguri hanno vinto con un reboante 4-0 conquistando la loro prima vittoria in questo torneo e, soprattutto, lasciando al Mantova l'ultima posizione.
Avellino, dunque, in grande difficoltà, non solo perché ha giocato tutto il secondo tempo in dieci uomini dopo l'espulsione del capitano Palmiero per gioco violento, ma soprattutto per il modo di stare in campo, lontano mille miglia da quanto invece aveva fatto vedere dopo il primo ko subito nella gara di apertura in quel di Frosinone. Un Avellino caparbio quello, tenace, capace di reagire con orgoglio nelle situazioni di difficoltà, un Avellino che, però, via via si è perduto per strada, ripiegandosi sempre più in un gioco di attesa, diremmo rinunciatario, che ha favorito naturalmente, come è accaduto oggi, gli avversari non appena si sono accorti di potercela fare.
Quali le cause di tutto questo? Cosa sta accadendo all'interno del gruppo? Quali problemi stanno venendo fuori che impediscono a Sounas e compagni di esprimersi a livelli accettabili e di metterli in condizioni di evitare disastri come quello di oggi? Sono solo alcuni dei quesiti ai quali, crediamo, si debba dare una risposta in tempi brevi se si vuole evitare di dare il via libera ad una vera e propria crisi che finirebbe con il pregiudicare non poco il prosieguo del campionato.
D'altra parte, è proprio il campionato che ti richiama subito all'ordine e a porre rimedio a questo stato di cose con il prossimo impegno in calendario, quello di martedì prossimo, in notturna, allo stadio Adriatico di Pescara.







































