BOLOGNA – Nel 2024 quasi tutte le Regioni e Province autonome superano la “pagella” ministeriale sui Livelli essenziali di assistenza (Lea): 18 su 21. Nello stesso anno, però, quasi 5,8 milioni di persone hanno rinunciato ad almeno una visita o un accertamento diagnostico prescritti dal medico.
«Sono due fotografie solo apparentemente contraddittorie. Se nel 2024 quasi tutte le Regioni – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – vengono “promosse” mentre aumentano la spesa privata e le rinunce alle prestazioni sanitarie, non possiamo concludere che la sanità sia improvvisamente migliorata. Significa piuttosto che la “pagella” ministeriale ha una capacità molto limitata nel misurare l’effettiva esigibilità dei Lea da parte dei cittadini».
Dal 2020 la verifica dell’erogazione dei Lea utilizza il nuovo sistema di garanzia (Nsg), articolato in 88 indicatori. La “pagella” 2024 si basa su un sottoinsieme di 27 indicatori Core. Per ciascuna delle tre macro-aree – prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera – ogni Regione ottiene un punteggio da 0 a 100, calcolato come media ponderata degli indicatori di ciascuna area. Per essere considerata adempiente deve raggiungere almeno 60 punti in tutte e tre le macro-aree.
Lo scorso 10 luglio il ministero della Salute ha pubblicato la sintesi del “Monitoraggio dei Lea attraverso gli indicatori Core del nuovo sistema di garanzia – anno 2024”. «Come ogni anno – spiega Cartabellotta – la Fondazione Gimbe ha condotto un’analisi indipendente per misurare le differenze regionali e verificare che cosa la “pagella” riesce realmente a documentare». Per ciascuna Regione sono stati analizzati lo stato di adempimento, i punteggi nelle tre macro-aree, la posizione nella classifica Gimbe e le variazioni rispetto al 2023. «Proprio la paradossale dicotomia tra le numerose “promozioni” e le crescenti difficoltà di accesso alle prestazioni – aggiunge il presidente – impone di guardare oltre i punteggi e di analizzare i limiti della “pagella”».







































