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    22/05/2026

San Ciro, il santo del focarone

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita12_san_ciro.jpgAVELLINO – In tutta la Campania, non solo ad Avellino, quella di oggi è una giornata di festa. Per il calendario cattolico, infatti, oggi 31 gennaio si festeggia San Ciro Martire, il Santo medico venuto dall'Egitto e il cui culto è radicatissimo a Napoli, in particolare a Portici, ma anche in tutti i centri della Campania. Non a caso, fino agli anni '80, era uno dei nomi di battesimo più diffusi nella nostra regione, tramandato da secoli per linea familiare, ma anche liberamente scelto in onore di un Santo che, da uomo, rivoluzionò la medicina del tempo.

Ad Avellino e in Irpinia, oggi, soprattutto in molte contrade rurali, ancora resiste la tradizione del “focarone” di San Ciro. Un falò alimentato da fascine in legno, solitamente radunate nell'aia davanti alle case di campagna. Lo scoppiettare del legno, quasi sempre nocciolo, ad ora tarda del pomeriggio, con le famiglie tutt'intorno, alimenta una suggestione che si ripete ogni anno, quasi sempre in una giornata, come oggi, particolarmente rigida (siamo nei cosiddetti giorni della merla). C'è poi l'aspetto religioso, con sante messe che vengono celebrate sin dalle prime ore del mattino nelle chiese dove ci sono statue che raffigurano il Santo. Ad Avellino, poi, particolarissimo è il legame con San Ciro nella omonima chiesa che si trova all'altezza del viale dei Platani.

Ma chi era San Ciro? Qualche informazione, organicamente esposta e suggestiva nella forma, ci viene da un libricino da poco dato alle stampe da uno scrittore porticese, Pietro Gargano, in passato caporedattore del Mattino, tra gli artefici del titolo storico all'epoca del terremoto, “Fate presto”.

Gargano ha voluto fare un atto di fede perché, in occasione di due infarti, ha affidato la sua vita proprio a San Ciro. Di qui il suo libro intitolato “San Ciro, la gloria del santo medico venuto dall'Egitto”. Qualche nota che accompagna il suo libro può essere utile: “San Ciro rivoluzionò la medicina del suo tempo. Curò il corpo e l'anima degli infermi. Si fece eremita nel deserto, dove fu raggiunto da Giovanni il Soldato, nauseato dalle guerre, che morì con lui e con lui salì sugli altari. La devozione per San Ciro è ben viva, all'Italia e all'estero”.

 

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