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    01/09/2026

Il verde in città, gli alberi per combattere la crisi climatica

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita11_avellino.jpgAVELLINO – Sul tema del verde in città ospitiamo la lettera-intervento che Maurizio Galasso, chimico, già assessore nella giunta Di Nunno, ha indirizzato al sindaco di Avellino Nello Pizza.

*  *  *

Ill.mo sig. sindaco, questa breve nota non vuole aprire certo un dibattito sul ClimateChange od altri fenomeni planetari ma solo richiamare l’attenzione sul fatto che anche Avellino, città in passato fresca, oggi vive fenomeni di surriscaldamento che la rendono meno vivibile.

Riprendo una vecchia proposta avanzata da assessore col sindaco Di Nunno quando si inseguiva la città giardino, proposta che da quanto apprendo viene ripresa dalla sua amministrazione dato che ho sentito che, per contrastare il fenomeno, si vogliono allestire aree verdi e l’iniziativa è sicuramente degna di plauso anche considerando che gli effetti non si vedranno nell’arco di questa consiliatura ma è indispensabile agire subito.

Ciò premesso mi preme avanzare qualche suggerimento anche se in fase esecutiva sarà necessario ricorrere ad agronomi o ad esperti di scienze forestali.

In via del tutto preliminare vorrei richiamare l’attenzione su essenze ad alta capacità di assorbimento degli inquinanti (CO2. CO , polveri sottili) come quelli riportati di seguito:

AD Posizione

Specie

Nome Scientifico

Assorbimento CO2 (kg in 20 anni)

1

Acero Riccio

Acer platanoides

3.800

2

Betulla Verrucosa

Betula pendula

3.100

3

Cerro

Quercuscerris

3.100

4

Ginkgo Biloba

Ginkgo biloba

2.800

5

Olmo

Ulmus minor

2.600

6

Tiglio Selvatico

Tilia cordata

2.500

7

Frassino Maggiore

Fraxinusexcelsior

2.400

8

Bagolaro

Celtisaustralis

2.300

9

Pioppo Nero

Populusnigra

2.200

10

Platano

Platanus x acerifolia

2.100

Trattandosi di alberi ad alto fusto sono ideali per le nuove aree verdi ove non vi sono interferenze con le abitazioni. Tali aree vanno posizionate il più possibile all’ interno o nelle vicinanze di aree edificate visto che possono mitigare le temperature anche di 3-4°C.

Molto più complessi sono gli interventi in area propriamente urbana.

Se si possono usare le aiuole per impiantare arbusti (anche essi antinquinamento) più complesso è l’ intervento sulle alberature stradali ove occorre identificare alberi che non vadano ad interferire con le abitazioni ma che offrano chiome capaci di generare ombra e trattenere le polveri sottili.

Un esempio è il Corso Vittorio Emanuele ove l’impianto dei lecci (che sono anche a lento accrescimento) con chioma contenuta non contribuisce di molto a migliorare la situazione.

Sarebbe opportuno inframmezzare i lecci con alberi a chioma più ampia ma scelti come detto tra alberi che non interferiscano con le abitazioni curando l’ impianto in maniera tale che non danneggino i marciapiede.

Nelle aree verdi si possono anche inframmezzare essenze esotiche a rapido accrescimento (es. Paulownia) in modo da vedere qualcosa in tempi brevi.

Ill.mo sig. sindaco, mi perdoni per il tempo che Le sottraggo ma la situazione è tale che ognuno deve poter dare anche solo un minimo contributo.

Questo intervento probabilmente avrà i suoi frutti fra qualche anno ma la capacità di un amministratore sta proprio nell’immaginare il futuro ed adoperarsi affinché si realizzi. Tutto ciò rientra anche nel solco del sogno di Antonio Di Nunno e della sua “città giardino”.

Rimango a disposizione per eventuali approfondimenti.

Maurizio Galasso

 

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