AVELLINO – In questa consiliatura non si contano più i flop della maggioranza di Piazza del Popolo. Anche questa pomeriggio, infatti, il Pd ed i suoi alleati non sono stati in grado di raggiungere il quorum necessario per lo svolgimento dei lavori dell’assemblea municipale di Avellino. D’altro canto l’opposizione di centrodestra non è in grado di andare oltre i tatticismi tesi ad evidenziare limiti e contraddizione degli avversari politici. Così al momento dell’appello in aula si assiste frequentemente al triste spettacolo di consiglieri di minoranza seduti nei propri banchi che rispondono di essere assenti.
Ma per la maggioranza, comunque, non vi sono scusanti, soprattutto quando all’ordine del giorno del civico consesso vi sono il conto consuntivo dell’ente ed il contenzioso del Mercatone. Lo strumento contabile dell’amministrazione comunale, che dovrebbe, a questo punto, essere discusso ed affrontato domani sera in seconda convocazione, presenta un attivo di 1 milione 700 mila euro. Gran parte delle liquidità del Comune verrà destinata alla copertura dei debiti fuori bilancio. Un capitolo, quest’ultimo, particolarmente problematico, visto che sono in dirittura d’arrivo una serie di pendenze che peseranno notevolmente sul bilancio. Tra i contenziosi milionari arriva al vaglio del Consiglio la controversia apertasi con gli eredi degli ex proprietari del suolo del Mercatone, che hanno avanzato richiesta di risarcimento per l’esproprio. Una querelle durata molti anni che, a colpi di carta bollata e ricorsi, è terminata con il riconoscimento delle rivendicazioni avanzate dalla famiglia Galasso, proprietaria del fondo sul quale è stato costruito il simbolo per eccellenza delle nostrane opere pubbliche inutili e dispendiose. Un duro colpo per le casse comunali.
Ma i consiglieri comunali del capoluogo dovranno esprimersi anche su un ordine del giorno presentato dall’esponente del Pd, Francesco Todisco, di condanna della manifestazione regionale dell’organizzazione neofascista Forza Nuova, che si terrà dopodomani pomeriggio ad Avellino. Il vicesegretario provinciale dei democratici chiederà al Consiglio di esprimere il proprio sostegno alla contromanifestazione promossa, in contemporanea, dalle organizzazioni e dai cittadini democratici, che dovrebbe tenersi innanzi all’Eliseo.
Tra gli ordini del giorno depositati agli atti, vi è anche una proposta di modifica dell’articolo 46 dello statuto comunale, che prevede per il sindaco il vincolo di inserire nell’esecutivo 6 consiglieri. Anche questa iniziativa è stata avanzata da Todisco, per superare un contestato provvedimento della scorsa consiliatura, che ha portato alla formazione di una giunta prevalentemente di interni. Questa modifica è stata sollecitata anche dall’organizzatore del congresso cittadino del Pd, Enzo Venezia, e troverebbe d’accordo anche le altre componenti democratiche. Un altro passaggio significativo del riassetto degli equilibri politici del Pd nel capoluogo, che si giocherà tra il congresso e le primarie per le elezioni politiche. Non bisogna dimenticare, però, che anche l’esperienza amministrativa al Comune è giunta al termine, a causa dell’intenzione del sindaco Galasso di correre per un seggio al Parlamento. E gli effetti della fine della corsa sono da tempo abbondantemente visibili.




