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    27/06/2026

Avellino capoluogo: Sibilia riunisce i parlamentari irpini, sit-in silenzioso del popolo di Facebook

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La folla presente alla manifestazione di martedì scorso del Comitato Avellino capoluogoAVELLINO – Vigili e silenziosi: è questo lo slogan all’insegna del quale sabato prossimo, alle ore 17.00, gli aderenti al gruppo Facebook “Comitato Avellino capoluogo”, quello che ha organizzato la grande manifestazione di martedì scorso per difendere, con la partecipazione di migliaia di persone, Avellino capoluogo contro il decreto di riordino delle Province deciso dal governo Monti secondo il quale si dovrà procedere all’accorpamento dei territori irpino e sannita con Benevento capoluogo, si ritroveranno in Piazza Libertà, dinanzi Palazzo Caracciolo, sede della Provincia, proprio mentre, alla stessa ora, nella sala “Giovanni Grasso”, su iniziativa del presidente Sibilia, si riunirà la deputazione irpina presente in Parlamento con in più la partecipazione dei due europarlamentari, vale a dire Ciriaco De Mita e Giuseppe Gargani, e gli eletti nel Consiglio regionale della Campania.

Perché vigili e silenziosi? Duplice la spiegazione: vigili perché è fin troppo evidente la volontà di continuare a mantenere lo stato d’allerta e monitorare la situazione in vista delle decisioni che dovranno essere adottate anche alla luce di quanto verrà fuori in sede di ricorsi presentati sia al Tar che alla Corte costituzionale; silenziosi perché in questo modo si vuole rispondere a quanti hanno criticato il profilo troppo chiassoso, da vero e proprio tifo da stadio, che avrebbe caratterizzato il corteo di martedì mattina. Più maliziosa, invece, la motivazione che danno altri secondo la quale il silenzio che dovrebbe caratterizzare il sit-in di sabato pomeriggio trarrebbe origine dalla necessità di non disturbare i politici in riunione a poche decine di metri in linea d’aria per definire una strategia comune, con interventi presso i rispettivi partiti, in vista della prossima discussione in sede parlamentare del decreto governativo. Non sono mancate, d’altra parte, proprio ad indirizzo dei politici locali, soprattutto quelli che avrebbero dovuto far sentire la propria voce in sede regionale, critiche ed espressioni di protesta per rilevare la loro a dir poco tardiva presa di coscienza rispetto ad un problema, quello legato alle conseguenze della spending review, in particolare dei tagli alle Province, già da tempo alla ribalta della cronaca politica.

“Non possiamo ignorare la prepotenza e la superficialità – si legge in un volantino del “Comitato Avellino capoluogo” – di una classe politica sempre più lontana dai reali interessi delle comunità locali; non possiamo accettare che si cambino le carte in tavola per il mero capriccio di oscuri personaggi alla perenne ricerca di consenso elettorale; non possiamo rinunciare alla nostra storia e allo status di capoluogo che dura da oltre 150 anni”.

Intanto, continuano le reazioni e gli interventi sul tema del riordino delle Province. Pasquale Giuditta, sindaco di Summonte: "Serve una forte mobilitazione popolare e della stessa rappresentanza istituzionale se vogliamo tentare il recupero della mostruosità legislativa che sta per far perdere ad Avellino lo stato giuridico di capoluogo di provincia. Il decreto legge in iter di conversione può essere emendato con una proposta capace di ridare dignità democratica ed istituzionale ad un provvedimento di riordino delle Province già di per sé molto discutibile. L'emendamento potrebbe essere così formulato: si demanda ai Consigli comunali dell'Irpinia e del Sannio la definizione del nuovo capoluogo scegliendo tra i capoluoghi tuttora esistenti".

Questa invece la dichiarazione di Gerardo Santoli, presidente regionale di Confimprenditori: “Se proprio dobbiamo perdere il capoluogo è meglio accorpare in una sola provincia  Avellino, Benevento e Salerno (con sigla Abs e mai acronimo fu più azzeccato visto che in tema di sicurezza stradale vuol dire sistema anti bloccaggio). Così potremmo dire di essere la più grande, ma soprattutto la più bella provincia di Italia…con ben due Università, quella di Fisciano e  di Benevento, e un grande teatro, il Gesualdo di Avellino. Avremmo persino un termovalorizzatore e un porto. Con la provincia Abs avremmo persino la forza per contrapporci all'area metropolitana di  Caserta e Napoli e mettere un freno al "napolicentrismo" degli ultimi anni. Al contrario unire due povertà, come Benevento e Avellino, non vuol dire creare ricchezza ma semplicemente creare miseria”.

 

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