AVELLINO – Non si placa la polemica tra i sindaci del Pd ed il vicepresidente dell’Alto Calore Servizi, Eugenio Abate. I primi cittadini democratici alzano il tiro minacciando, durante la conferenza stampa tenuta stamane a via Tagliamento, di uscire dalla società se non vi sarà una svolta con un governo di salute pubblica per l’azienda idrica.
Antonio Tropeano, sindaco di Montefredane e capogruppo Pd all’Acs, ha censurato le dichiarazioni di Abate rilasciate nel corso dell’ultimo Consiglio comunale di Montemiletto. “Sono state sconcertanti. È emerso completamente il conflitto di interessi del vicepresidente dell’Alto Calore Servizi nel momento in cui ha sostenuto che avrebbe perseguito per conto dell’amministrazione locale gli interessi della municipalizzata Mose anziché quelli dell’Acs”.
Tropeano precisa che la battaglia intrapresa non è motivata da ragioni politiche, ma vi è la necessità di affrontare i problemi in maniera diversa. “Non si può emettere ed inviare fatture per milioni di euro per semplice provocazione. L’Acs dovrebbe piuttosto recuperare i crediti che vanta dal Comune di Montemiletto, che per fine anno raggiungeranno quota 1 milione 120 mila euro”. Il sindaco di Montefredane sottolinea anche che il Comune governato da Abate usufruisce ancora degli interventi di manutenzione dell’Alto Calore. “Si ponga fine – ha aggiunto poi Tropeano – alle promozioni facili al personale, soprattutto per dipendenti che non hanno nemmeno i titoli”.
Il sindaco di Teora, Stefano Farina, ha spiegato le ragioni della protesta: “Il vicepresidente di una società partecipata non può remare contro l’azienda. La vicenda delle fatturazioni pazze inviate agli enti soci è stato un espediente per far fronte alla difficile situazione finanziaria dell’Acs. Così si rischia di trascinare anche i Comuni in una spirale senza uscita”. Il sindaco di Lioni, Rodolfo Salzarulo, non ha risparmiato critiche al vertice dell’Acs: “Il rapporto con l’azienda non può continuare in questo modo. La politica deve limitarsi a dare gli indirizzi della gestione, ma l’organizzazione dei servizi e la contabilità debbono essere guidati da rigorosi criteri aziendali. I debiti dell’Acs sono un serio problema per i Comuni perché vanno inseriti in bilancio. Saremo costretti ad uscire dalla società”. Il sindaco di Aiello del Sabato, Ernesto Urciuoli, ha spiegato gli impegni che le società partecipate sono tenute a rispettare con la nuova normativa. “La Corte dei conti controlla l’esposizione dell’azienda, che è tenuta anche a verificare il livello di soddisfazione degli utenti. Serve una amministrazione equilibrata ed affidabile, altrimenti a pagare saranno i soci. I protagonisti delle decisioni non possono che essere i sindaci”.




