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    27/06/2026

Pd, si faranno le primarie dei candidati

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica_mezzi_busti_003.jpgAVELLINO – Sono in fibrillazione i candidati alle elezioni politiche e alle elezioni amministrative. Il Partito democratico, infatti, ha deciso che la scelta dei candidati avverrà attraverso le primarie, e su questa strada sembra disposto a seguirlo anche Sinistra Ecologia e Libertà. A destra, invece, la questione non è più all'ordine del giorno. Il ritorno in campo di Berlusconi lascia, infatti, sottintendere che i candidati al Parlamento li sceglierà lui (e anche le candidate, visto che la Campania è una delle regione che preferisce per scegliere fidanzate e protette a vario titolo da lanciare nell'agone politico).

Anche se Berlusconi dovesse cambiare idea e fare un passo indietro (dando prova di grande saggezza, perché davanti a lui c'è il baratro) sarebbe comunque lui a scegliere il candidato premier della destra. E anche per quello che riguarda il rinnovo del Consiglio comunale di Avellino nel centrodestra non ci si sbraccia per le primarie. Il candidato sindaco dell'Udc, secondo collaudata tradizione, lo sceglierà De Mita, mentre a destra c'è addirittura Giovanni D'Ercole che si è già autocandidato senza attendere investiture dalla base.

Il Pd, invece, è fermamente intenzionato a bissare il successo che già ha registrato con le primarie per la scelta del candidato premier. Come è ormai risaputo si tornerà a votare con il cosiddetto "porcellum", e quindi gli elettori potranno scegliere il partito, ma senza indicare preferenze. Per restituire almeno in parte ai cittadini il diritto di votare per il proprio parlamentare, tutta la dirigenza del Pd si è impegnata a fare le primarie per la scelta dei candidati. E anche la data per lo svolgimento delle primarie è già stata fissata, in tempi strettissimi, fra Natale e Capodanno. Infatti, pur non essendo stata ancora concordata la data delle elezioni politiche,  tutto lascia intendere che potrebbero svolgersi il 24 e il 25 febbraio, o addirittura la settimana precedente. Quindi le liste dovrebbero essere pronte per metà gennaio. Se la data per le primarie del Pd è stata ormai fissata, restano da definire le regole. Certamente, però, la platea degli elettori non sarà costituita soltanto dagli iscritti al partito, ma almeno dai tre milioni che hanno partecipato alle consultazioni  per la scelta del candidato premier. In questo caso sarebbero circa 30mila gli elettori in provincia di Avellino. Insomma il senatore uscente Enzo De Luca e il parlamentare entrante Pino Galasso non possono dormire ancora sonni tranquilli. Né l'uno né l'altro, infatti, affronterebbero a cuor leggero primarie a livello provinciale. Soprattutto Galasso, che nel capoluogo può ancora contare su un cospicuo nucleo di sostenitori, su base provinciale potrebbero trovarsi in difficoltà contro una candidatura espressa dai bersaniani di Lucio Fierro.

Ancora più complicato appare il discorso relativamente alle primarie per la candidatura a sindaco. Innanzitutto non è detto che le comunali ad Avellino si svolgano in contemporanea, a febbraio, con le elezioni politiche. Anzi c'è la richiesta precisa avanzata dall'associazione nazionale dei Comuni per evitare questo accorpamento. In secondo luogo è difficile che possano esserci primarie di coalizione, anche perché le alleanze sono ancora lontane dall'essere definite. Ma è anche difficile immaginare che il Pd si impegni per le primarie "politiche" e poi si evitino le primarie per la scelta del candidato sindaco. Più probabile, allora, che il Pd chiami a raccolta i propri simpatizzanti perché esprimano una preferenza per il candidato sindaco e che, in caso di accorpamento di politiche e di amministrative, si svolgano in contemporanea anche le primarie per scegliere i candidati al parlamento e il candidato sindaco. Cioè fra Natale e Capodanno. In questo caso dovrà essere davvero notevole lo sforzo organizzativo della segreteria provinciale del Pd, che dovrebbe mettere a punto le regole e individuare la platea degli elettori.

Nell'attesa preferiamo non farci prendere la mano dal toto-candidati. Una domanda però vogliamo affidarla al lettore. Poniamo che attraverso le primarie venga scelto il candidato sindaco del Pd e che non sia gradito a nessun altro partito. Il Pd andrà avanti da solo o cambierà candidato per poter stringere alleanze che appaiano necessarie per la vittoria?

 

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