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    27/06/2026

Di Pietro: «Al governo con il Pd»

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Di Pietro al centro soiale di AvellinoAVELLINO – «Se vogliamo governare non possiamo fare altro che inseguire il Partito democratico. Non è stato possibile prima del voto, lo faremo una volta entrati in Parlamento». È schietto Antonio Di Pietro, intervenuto questo pomeriggio al centro sociale «Samantha Della Porta» alla chiusura della campagna elettorale di Rivoluzione Civile. Non usa mezzi termini, come sempre, e spesso si affida a qualche detto popolare - «fai il tuo dovere e pagane le conseguenze», ha detto per sintetizzare gli impegni di governo. Attacca Monti, «uno che fa solo gli interessi dei poteri forti», Berlusconi, «un tipo di cui non ci si può fidare», Vendola, colpevole di aver tradito il patto già stretto con l’Idv, ma anche Grillo, «non posso accettare le sue logiche. Dice che tutti devono andare a casa: io lo dicevo venti anni fa», e Franceschini «che ieri proprio qui ha chiesto il voto utile», ma il vero voto utile – aggiunge Di Pietro -  «è quello che serve ai cittadini e quindi non può che essere quello per Rivoluzione Civile». Un’esperienza che però rischia di non andare oltre il patto elettorale: «Abbiamo messo insieme gente che proviene da esperienze molto diverse – ha spiegato il leader dell’Idv. Potrà essere normale che dopo il voto ognuno torni a percorrere la propria strada».

Agli operai Irisbus, presenti in sala, ricorda il suo impegno a loro favore con quel Piano trasporti stilato durante il governo Prodi ma «mai applicato a causa dell’avvento di Berlusconi, che lo ha messo da parte».

Hanno accolto l’ex magistrato, i segretari provinciali e cittadini dei partiti che sostengono la colazione, assenti invece i vertici proprio del partito di Di Pietro. Erano presenti anche le tre candidate in corsa per Camera e Senato: Maria Felicia Di Pietro - «Non siamo parenti – ha detto, per sgombrare il campo da equivoci. Ma abbiamo le stesse idee e insieme vogliamo più giustizia sociale e un ammodernamento della politica»; Rosalba Capone - «Sono una partigiana della Costituzione – ha affermato la candidata in corsa per Palazzo Madama – per questo ho aderito a questo progetto»; e Katia Renzulli, che ha stigmatizzato il recente atto intimidatorio subito da Antonio Ingroia, al quale è stato recapitata una missiva con minacce di morte.

 

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