AVELLINO – La manifestazione elettorale del Partito democratico, svoltasi questa sera presso il Viva Hotel di Avellino, ha restituito plasticamente l’immagine di un partito che, almeno in Irpinia, prova a ricompattarsi per conquistare il Comune capoluogo. Ad intervenire, infatti, sono stati nell’ordine il presidente provinciale del Pd, Carmine De Blasio, la segretaria provinciale, Caterina Lengua, il consigliere regionale, Rosetta D’Amelio, i parlamentari Valentina Paris e Luigi Famiglietti, e il senatore uscente Enzo De Luca. Né è sfuggita la presenza in sala di Lucio Fierro e Francesco Todisco, che non avevano lesinato polemiche per il metodo di composizione delle liste.
Gli interventi hanno oscillato fra la particolare situazione che il Pd sta vivendo a livello nazionale e la difficoltà che vive anche a livello provinciale. L’onorevole Famiglietti ha, tuttavia, sottolineato che l’elezione a reggente del partito di Luigi Epifani rappresenta un primo punto fermo per ridare una identità più forte e percepibile al Pd. E sul partito, in chiave locale, si è espresso anche il candidato sindaco, Paolo Foti, sottolineando la necessità, subito dopo le amministrative, di procedere all’elezione del segretario e del comitato cittadino, interlocutori indispensabili del futuro gruppo consiliare.
L’altro aspetto, che è stato ripreso un po’ da tutti gli oratori, è stato la gravità della crisi economica, che riveste particolare rilevanza in una città come Avellino, segnata dal progressivo invecchiamento della popolazione e dalla costante fuga dei giovani. “Eppure – è stato proprio Paolo Foti a rimarcarlo – in questa città ci sono giovani straordinari, che chiedono solo di essere messi alla prova. E di fronte a progetti seri io sono pronto a dare in gestione alle associazioni attive sul territorio i vari contenitori vuoti e chiusi che abbiamo ad Avellino. La città dolente – ha continuato il candidato sindaco – ci chiede risposte. Noi dobbiamo darle ascolto e tentare soluzioni sapendo che è finito il tempo dell’uomo solo al comando. Siamo di fronte ad un punto di svolta, che richiede la collaborazione di una squadra, ma soprattutto la solidarietà e la coesione sociale di tutti i cittadini che amano la propria città. Una città – ha concluso Foti – che mi ha dato tanto, mi ha consentito di raggiungere importanti traguardi personali, familiari e professionali, e alla quale intendo restituire con gli interessi quello che ho avuto”.
A chiudere la manifestazione è stato l’onorevole Giampiero Scanu, capogruppo Pd in commissione difesa. “Sono venuto qui – ha detto Scanu – per l’amicizia che mi lega ad Enzo De Luca, che è stato il mio compagno di banco, negli ultimi cinque anni, a Palazzo Madama. Ma venire qui mi ha fatto piacere anche perché mi ha riportato ai miei anni giovanili, quando, a trentun anni, sono stato eletto sindaco di Olbia. Il discorso di Paolo Foti – ha continuato il parlamentare sardo – mi ha emozionato, soprattutto per l’amore che dimostra per la propria città. Ed a Foti voglio dire che l’esperienza più bella che si possa fare in politica è quella di sindaco. E’ questa l’esperienza che ti dà concretamente il senso del tuo impegno, che ti lega alla tua gente, che ti consente di lasciare traccia, con soddisfazione, della tua esistenza”.
Aggiornamento del 14 maggio 2013, ore 19.25 - “L’obbiettivo dell’incontro di domani con i cittadini e con i candidati delle quattro liste che sostengono la mia candidatura a sindaco è quello di fare il punto della campagna elettorale a metà circa del suo percorso. Fin qui non ci siamo limitati ad incontrare le diverse realtà avellinesi per esporre il nostro programma, ma ne abbiamo soprattutto ascoltato le richieste, le esigenze, i suggerimenti e le proposte. Ne emerge il quadro di una città dolente, che già era nella nostra percezione, e che chiede una speranza di futuro. I tagli alla spesa pubblica, la crisi dell’edilizia, l’impoverimento di un tessuto industriale che pure rappresentava una realtà importante per la nostra città, la dismissione di attività commerciali, la fuga dei giovani sono i segnali evidenti di una progressiva desertificazione del nostro territorio.
Ma nel corso del mio tour elettorale ho avuto modo anche di incontrare una città che lotta, che si impegna, che non vuole morire. Ho conosciuto realtà di assoluta eccellenza, giovani di grandi capacità che ad Avellino sono legati profondamente, esperienze di solidarietà, di volontariato, di associazionismo. Una maggioranza meno visibile forse, rispetto alla minoranza che ancora si nutre di promesse mai mantenute e di quotidiana pratica clientelare. È da questa città dalla schiena dritta e dallo sguardo volto al futuro che intendo ripartire, per dare speranza ai nostri giovani e a tutti gli avellinesi l’orgoglio di vivere in una comunità solidale, civile, libera. In questi dieci giorni di campagna elettorale che ancora ci attendono dobbiamo moltiplicare i nostri sforzi, per far vincere le nostre idee e la nostra visione della città, ma soprattutto per coinvolgere i cittadini di Avellino in una prospettiva di rilancio che non si basi sulle solite promesse, ma sul saldo convincimento che la nostra comunità può risollevarsi se tutti lavoriamo nella stessa direzione.
Capisco il naturale impulso di ogni candidato di raccogliere consensi sulla propria persona. Ma ora è il momento di fare squadra, fra di noi, innanzitutto, e con i cittadini. Dobbiamo convincere gli avellinesi a superare le separazioni fra i quartieri, le divisioni generazionali, le distinzioni sociali, per riscoprire il senso profondo dell’essere comunità, per muoverci nella stessa direzione, per realizzare gli stessi obbiettivi. Solo così sogni e diritti saranno di nuovo nostri”.




