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    27/06/2026

Sulla nuova giunta Preziosi fa ricorso al Tar

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Costantino PreziosiAVELLINO – Al Comune di Avellino prende ufficialmente il via la nuova consiliatura ed è subito knock-out tecnico per il Pd. Il 10 luglio si è insediato il civico consesso del capoluogo ed il sindaco, Paolo Foti, ha comunicato all’aula la composizione della giunta. Ma non è stato un esordio privo di difficoltà e di tensioni tra maggioranza ed opposizione ed anche all’interno della stessa area di governo tanto che il protrarsi dei lavori ha reso necessario il rinvio delle dichiarazioni programmatiche del primo cittadino. A pesare sul dibattito non solo le scorie della campagna elettorale e le frizioni determinate dalla fase di formazione dell’esecutivo, che ha tenuto fuori alcune delle forze politiche che hanno sostenuto Foti, ma anche questioni procedurali non di poco conto.

Innanzitutto, il Consiglio comunale ha dovuto affrontare il problema delle presunte incompatibilità di alcuni rappresentanti che rivestono ruoli dirigenziali nelle pubbliche amministrazioni o in società partecipate dagli enti locali, previste dalla normativa vigente in materia. Una vicenda che in altri Comuni d’Italia ha determinato veri e propri terremoti, con revoche di consiglieri ed assessori a raffica. Al di là delle incertezze dovute alle diverse interpretazioni giuridiche esistenti sul testo di legge, è evidente che a Piazza del Popolo la questione sia stata affrontata con grande superficialità, ritenendo semplicemente di poter scaricare la decisione sui datori di lavoro dei consiglieri.

L’altro punto controverso è stato determinato, come era prevedibile, dalla volontà del sindaco di non tener conto, nella formazione della giunta, delle indicazioni contenute nello statuto comunale che richiede che il 60 per cento degli assessori nominati sia composto da interni al Consiglio. Si è, dunque, aperto sull’amministrazione e sulla maggioranza un fuoco di fila, al quale il gruppo del Pd è stato incapace di reagire. L’atteggiamento decisionista del sindaco e le estemporanee risposte del segretario generale, Carlo Tedeschi, di chiarimento sulla legittimità degli atti intrapresi hanno scatenato ulteriormente la reazione degli esponenti del centrodestra, di Sel, della civica “Davvero” ed in parte anche di Centro Democratico. Sulla giunta composta per sette noni di esterni, prima ancora di partire penderà un ricorso al Tar, che verrà presentato dal consigliere Costantino Preziosi che ha inviato una delle osservazioni anche a prefetto. Il consigliere del Pdl, Nicola Battista, invece, ha attaccato il sindaco: “Ha mancato di rispetto all’istituzione del Consiglio comunale di Avellino, non tenendo in alcun conto la sua legge fondamentale, lo statuto, che è stato approvato all’unanimità”. Qualche bacchettata l’ha ricevuta anche il segretario generale che ha giustificato la forzatura dello statuto sostenendo che “si è preso atto delle mutate esigenze del contesto attuale”. Gianluca Festa gli ha ricordato che “non è possibile trasgredire una regola soltanto perché qualcuno ritiene che non sia funzionale o non più confacente ai bisogni del momento. Le norme si possono cambiare, ma attraverso le procedure stabilite”.

Nella seduta consiliare si è avvertita anche l’inesperienza dei consiglieri esordienti, a partire dal capogruppo democratico, Ida Grella, che non è riuscita a fornire sufficienti argomentazioni a sostegno della linea seguita dall’amministrazione. Una incertezza che è stata fatta notare anche dagli stessi consiglieri del Pd. Sicuramente, nei prossimi giorni, vi sarà un chiarimento nella compagine di via Tagliamento. Ma i malumori vanno al di là dell’episodio. Anche durante l’elezione del presidente e del vicepresidente del Consiglio comunale sono emersi i mal di pancia interni all’area di governo. Il consigliere Livio Petitto, designato alla guida dell’assemblea, non ha incassato i voti di tutti i colleghi del gruppo. Ma anche l’opposizione si è divisa tra i due candidati Lino Pericolo e Domenico Palumbo. Alla fine, per un solo voto, è prevalso il primo.

Per Petitto, l’esordio in veste di presidente del civico consesso non è stato facile, tanto che ad un certo punto la gestione dell’aula gli è sfuggita di mano. Il sindaco adesso dovrà ripresentarsi nell’emiciclo per relazionare sugli indirizzi dell’amministrazione e raccogliere la fiducia di una maggioranza ancora in fermento.

 

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