AVELLINO – Viene meno il numero legale dei presenti in aula e salta la seduta straordinaria del Consiglio comunale convocato, su mozione dell’opposizione, per la trattazione di un unico argomento, quello sulle forme di criminalità nella città di Avellino.
La bagarre è scoppiata, tra le solite urla e sovrapposizioni di voci con toni a dir poco strabocchevoli ed eccessivi sui due fronti, in merito alla procedura di votazione sulla istituzione di una commissione speciale per la legalità e la sicurezza proposta dalla minoranza, procedura che è stata messa in discussione da un emendamento presentato dal consigliere di maggioranza Elia De Simone con la proposta di un rinvio alla capigruppo.
Dopo alcune sospensioni e la conseguente verifica, mediante l’appello nominale, dei presenti si è dovuto prendere atto della mancanza del numero legale con i banchi della maggioranza sempre più vuoti: alla fine sono risultati 14 i presenti e 19 gli assenti. Una presa di tempo da parte dell’amministrazione e, soprattutto, una sorta di lavata di mani che fa a pugni con la necessità di dare una risposta da parte delle istituzioni agli atti criminosi verificatisi nelle ultime settimane tra sparatorie, ferimenti, atti incendiari, il tutto nel segno di una strategia che affonda la sua regia negli ambienti della camorra.
Ancora, dunque, una risposta non data alla città da parte dell’assise cittadina che aveva fatto registrare la presenza, data l’importanza dell’argomento all’ordine del giorno, dei deputati eletti nella circoscrizione irpina, vale a dire Michele Gubitosa, Piero De Luca, Toni Ricciardi, Gianfranco Rotondi, dei consiglieri regionali Livio Petitto, Vincenzo Ciampi, Maurizio Petracca, dei sindaci di Atripalda e Mercogliano, Paolo Spagnuolo e Vittorio D’Alessio, dell’Associazione Libera, di alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine.
Ad aprire il dibattito, dopo la lettura della mozione sulla criminalità da parte del consigliere di opposizione Antonio Gengaro, è stata il sindaco Laura Nargi: “Avellino è una città sicura, ma l’obiettivo è renderla ancora più sicura, stiamo lavorando al potenziamento dell’illuminazione pubblica, il Comune insieme alle forze dell’ordine può fare anche di più. Noi sindaci, noi amministratori dobbiamo fare la nostra parte. La criminalità organizzata va combattuta, i cittadini di Avellino, per la maggior parte, sono persone oneste. L’attenzione deve continuare ad essere alta. Noi continueremo a lavorare, la politica deve tracciare la via per dare sicurezza ai cittadini. Saremo sempre in prima linea”.
Antonio Gengaro (Pd): “Siamo consapevoli che alcuni episodi di criminalità che si sono verificati nella città e nei Comuni limitrofi hanno destato sconcerto nella nostra amministrazione. Non ho mai pensato che Avellino sia un’isola felice ma nemmeno il Bronx. A rione Mazzini un giovane di 19 è stato attinto da colpi di postola, a Valle c’erano stati episodi di sangue, la vicenda del giovane Bembo, tutti contesti delicati sui quali non c’è nessuna volontà di fare demagogia. È chiaro che non basta solo qualche telecamera di più, ma qualche pattuglia di più. Le province di Avellino e Benevento sono connotate dalla presenza di organizzazioni camorristiche impegnate, tra l’altro, in operazioni di usura e spaccio. Preoccupa il clima di omertà che c’è nella città, che circonda questi fatti. Proprio ieri il nostro procuratore della Repubblica di Avellino ha detto: quando si spara per strada significa che il problema è già radicato. Il territorio irpino è da sempre nel mirino della camorra, come quelli del Vallo di Lauro e della Valle Caudina. A fronte di tutto questo noi tutti insieme possiamo concorrere con un’iniziativa utile per la città, proponiamo che il Comune possa istituire una commissione speciale per la legalità e la sicurezza e promuovere a concorrere la cultura della legalità, della democrazia, dell’antimafia sociale, sul piano dell’educazione”.
Michele Gubitosa (M5S): “Un tema importante, quello della sicurezza dopo i fatti di cronaca accaduti nelle ultime settimane. A che cosa è chiamata la politica? Sicuramente non a sostituirci alla magistratura, sono chiamati ad indignarsi per gli episodi che hanno interessato la nostra provincia, fenomeni pericolosi che costituiscono un forte segnale d’allarme. Noi politici dobbiamo stare attenti a chi chiediamo i voti, a chi partecipa alle gare di appalto, attenti a chi festeggia con i politici il giorno dopo le votazioni. A Pratola Serra sono avvenuti fatti sconcertanti. Comportarci con disciplina e onore nel nostro mandato. Non dobbiamo attaccare la magistratura come fa tutti i giorni il governo nazionale”.
Piero De Luca (Pd): “Quello di oggi è un evento importante perché ci consente di trasferire a livello parlamentare un pezzo di riflessione del dibattito che sta arrivando da Avellino. La sicurezza è un tema decisivo per il rispetto della legalità. La tranquillità di vita dei nostri cittadini, migliorare le condizioni di vita soprattutto nel Mezzogiorno significa dare un messaggio chiaro, più scuola, più insegnanti. Non è possibile che si possa morire per un paio di scarpe, per uno sguardo sbagliato: investire nelle reti sociali, nella scuola, nella famiglia. Queste le priorità. Dal governo non devono venire tagli, non togliere risorse alle nostre comunità, ma maggiori risorse. Presidio del territorio e risorse per le forze dell’ordine per assicurare maggiore presenza sul territorio. Legalità e trasparenza per costruire sicurezza”.
Toni Ricciardi (Pd): “Sicurezza e legalità. Sono concetti legati alla percezione. L’Irpinia è verde, poi tanto verde non è, sana ma tanto sana non è. È facile buttare la croce sul dissolvimento della politica. Manifestazioni come quella di questa sera sono la dimostrazione di come anche questa città possiede gli anticorpi. Tutto questo passa anche attraverso modelli comportamentali, bisogna avere la capacità di scegliere e offrire anche un modello del problema, avere il coraggio di dire che il codice degli appalti è un grande problema, in termini di legalità, con i subappalti è un’apertura all’illegalità. Bisogna proseguire su questo crinale per offrire soluzioni possibili”.
Gianfranco Rotondi (Fdi): “Collaborazione e unità delle istituzioni. Non declassare questo evento ad una passerella. Quando si parla di sicurezza bisogna parlare di cose concrete: più risorse più sicurezza. Non esistono isole felici, quindi non lo è nemmeno l’Irpinia. Ma nella mia lunga esperienza elettorale vi dico con franchezza che Avellino è sicuramente la mia esperienza più rassicurante nel senso del rapporto con la malavita. Ci sono, comunque, criticità, ci sono rischi rispetto a cui non c’è mai guardia abbastanza alta”.
Prima dello scontro procedurale di cui dicevamo all’inizio ci sono stati numerosi altri interventi. Osservato in apertura un minuto di silenzio in ricordo di monsignor Gerardo Pierro, vescovo di Avellino dal 1987 al 1992, venuto a mancare nei giorni scorsi.




