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    17/04/2026

Mattarella: «Francesco, uomo di speranza»

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica13_papa_e_matt.jpgROMA – «Accanto al dolore per la morte di Papa Francesco, avverto, come ho detto stamani, un senso di vuoto: il senso della privazione di un punto di riferimento cui guardavo.

Ha conquistato il mondo, sin dal primo momento, già con la scelta del nome.

Gesuita, figlio della spiritualità di S. Ignazio, si è richiamato a San Francesco, sottolineando la ricchezza dei carismi che nella Chiesa si integrano.

Come non ricordare “Laudato si” sull’equità nell’uso delle risorse naturali? O “Fratelli tutti” sulla unicità della famiglia umana? O la sua costante attenzione alle periferie del mondo, ai poveri, ai più deboli, ai migranti? Certamente anche ricordando i suoi avi emigrati dal Piemonte in Argentina. O la sua preghiera da solo in piazza San Pietro nei giorni del covid?

Francesco è stato sempre uomo di speranza convinta contro ogni difficoltà.

L’ha trasmessa anche nei giorni della sua malattia offrendo un esempio per tutti i sofferenti.

Ricordo con grande riconoscenza le tante occasioni di incontro.  La sua visita al Quirinale storica, gli incontri non ufficiali, riservati, personali.

Su tutto si impone un pensiero. Quel che ha deciso di fare ieri, nel giorno di Pasqua, con la benedizione al mondo, e il giro in piazza, tra i fedeli con il suo ultimo richiamo al principio di umanità, come criterio di condotta per ciascuno.

Oggi, appare come un saluto alla Chiesa e alle donne e agli uomini di tutto il mondo.

La risposta a questo saluto da parte di tutti nel mondo non deve limitarsi al ricordo e alla riconoscenza ma deve tradursi in responsabilità, nel far proprie nei comportamenti quotidiani le indicazioni dei suoi insegnamenti».

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Ore 11.05 - Scomparsa di Papa Francesco, il cordoglio del presidente Mattarella. Ho appreso con grande dolore personale la notizia della morte di Papa Francesco, avvertendo il grave vuoto che si crea con il venire meno del punto di riferimento che per me ha sempre rappresentato.

La morte di Papa Francesco suscita dolore e commozione tra gli italiani e in tutto il mondo.
Il suo insegnamento ha richiamato al messaggio evangelico, alla solidarietà tra gli uomini, al dovere di vicinanza ai più deboli, alla cooperazione internazionale, alla pace nell’umanità.
La riconoscenza nei suoi confronti va tradotta con la responsabilità di adoperarsi, come lui ha costantemente fatto, per questi obiettivi.

Fonte: quirinale.it

Aggiornamento del 21 aprile 2025, ore 11.10 - Scomparsa di Papa Francesco, il cordoglio del presidente Meloni - Papa Francesco è tornato alla casa del Padre. Una notizia che ci addolora profondamente, perché ci lascia un grande uomo e un grande pastore. Ho avuto il privilegio di godere della sua amicizia, dei suoi consigli e dei suoi insegnamenti, che non sono mai venuti meno neanche nei momenti di prova e di sofferenza. Nelle meditazioni della Via Crucis, ci ha ricordato la potenza del dono, che fa rifiorire tutto ed è capace di riconciliare ciò che agli occhi dell’uomo è inconciliabile. E ha chiesto al mondo, ancora una volta, il coraggio di un cambio di rotta, per percorrere una strada che “non distrugge, ma coltiva, ripara, custodisce”. Cammineremo in questa direzione, per ricercare la strada della pace, perseguire il bene comune e costruire una società più giusta e più equa. Il suo magistero e la sua eredità non andranno perduti. Salutiamo il Santo Padre con il cuore colmo di tristezza, ma sappiamo che ora è nella pace del Signore.

Aggiornamento del 21 aprile 2025, ore 11.15 - Papa Francesco, Castellone (M5S): "Si spegne una luce sui dolori del mondo, ma resta vivo il suo messaggio. Fino alla fine il suo impegno per chi non ha voce" - È con grande dolore che apprendo della morte del nostro Papa Francesco". Così la vicepresidente del Senato Mariolina Castellone (M5S) sui suoi social. "Con lui si spegne una luce che negli anni del suo pontificato è stata sempre accesa sui dolori del mondo. Francesco è stato il Papa degli ultimi, dei detenuti, dei poveri, degli ammalati, delle vittime di guerra, dei senzatetto, di tutti quelli che non avevano voce. E con loro ha deciso di spendere anche i suoi ultimi giorni. A loro ha dedicato il suo Giubileo della Speranza. Solo domenica scorsa era nuovamente al carcere di Rebibbia al fianco dei detenuti. La sua voce ci ha destato dai momenti bui, ci ha dato speranza. Oggi restiamo col silenzio che lascia la sua assenza. Grazie per tutto l’amore che ha sempre donato al mondo. Grazie per quelle parole che mi dedicò quando ebbi la fortuna di stringergli la mano. Lo porterò sempre nel mio cuore e sono certa che continuerà a guidare il suo popolo dall’alto."

Aggiornamento del 21 aprile 2025, ore 11.21 – Diocesi di Avellino - “Dinnanzi al mistero della morte l’enigma della vita è sommo” recita Gaudium et Spes: vale per ogni uomo, anche per il Papa. Accompagniamo con la preghiera, con l’affetto, con la riconoscenza, col silenzio, il suo varcare la Soglia dell’eternità in questo Lunedì in Albis. Siamo nell’Ottava di Pasqua dove la Chiesa esulta abbagliata dalla Luce della Risurrezione e canta la Vita che non muore, in tanta luminosa Solennità accompagniamo Papa Francesco nel suo transito ed affidiamolo alla Misericordia di Dio che gli dice: “Vieni servo buono e fedele, ricevi il premio che ti è riservato!”. Preghiamo per la Chiesa perché in questo momento ritrovi quella unità per cui Gesù ha pregato alla vigilia della sua Passione: “Che siano, Padre, una cosa sola, come Noi”. Giovedì 24 Aprile, alle ore 20.00, in Cattedrale, la nostra Diocesi si riunirà in preghiera per una Celebrazione Eucaristica.

+ Arturo Aiello

Aggiornamento del 21 aprile 2025, ore 15.06 - "Addio a un rondinese". Il ricordo di Papa Francesco di Rondine Cittadella della Pace - “È morto un rondinese”, così mi ha scritto stamani uno dei 300 ex studenti di Rondine da uno dei lati tragici delle tante guerre in cui siamo impegnati da quasi trent’anni. E questo annuncio-commento spontaneo rimbalza e riecheggia dall’altro lato della guerra e delle guerre, trovando conferma. Papa Francesco lo sentiamo uno di noi. Papa Francesco, una testimonianza quotidiana che ci ha sorretto e incoraggiato, nel nostro trentennale impegno per dissolvere l’idea del “nemico” e riaprire relazioni, fiducia e speranza.

Una voce, un riferimento autorevole per tutti gli impegnati a tessere relazioni, a far avanzare la pace e arretrare la guerra. Una vicinanza costante alle vittime di ogni guerra, coinvolto con la stessa forza con tutte le persone, tutti i popoli e con il loro dolore.

Una Parola con cui confrontarsi necessariamente, impossibile da evitare: per la coscienza di ciascuno, oltre le appartenenze, per la politica e le istituzioni che devono servire il bene comune.

Un vero leader globale che ha saputo leggere la conflittualità di un mondo che rischia di andare in frantumi e instancabilmente si è speso per il dialogo e la pace.

Ma Papa Francesco non ci ha lasciati; per tutti vale la sua eredita feconda, per chi crede nella vita eterna, annunciata nella Pasqua, lui vive e ci attende operoso in quel luogo finalmente senza confini al quale vogliamo prefigurare il nostro mondo.

Franco Vaccari, fondatore e presidente di Rondine Cittadella della Pace

IMMAGINE 2013 06 05_Papa Francesco e Franco Vaccari con studentessa palestinese e israeliana di Rondine

FOTO DI ARCHIVIO CON PAPA FRANCESCO

Aggiornamento del 21 aprile 2025, ore 19.03 - Scomparsa di Papa Francesco, il cordoglio del Sappe - Il sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe piange la scomparsa di Papa Francesco, sempre stato attento e sensibile alle criticità diffuse delle carceri italiane e del personale di polizia penitenziaria che in esse lavorano. È per questo che abbiamo avuto modo di apprezzarlo. Nel pontificato di Jorge Mario Bergoglio le visite in carcere sono state una costante come lo erano state quando arcivescovo a Buenos Aires aveva scelto di celebrare i momenti fondamentali della cristianità in quelle che definiva le “periferie esistenziali”. Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sappe.

Risale a subito dopo la sua elezione la decisione di non presiedere più la solenne Messa in Coena Domini nella cattedrale di Roma, la Basilica di San Giovanni in Laterano, per recarsi invece in luoghi simbolici, come carceri e centri di accoglienza. Solo 15 giorni dopo essere diventato Papa, il 28 marzo 2013 Bergoglio celebrò la sua prima messa del Giovedì Santo nell’istituto per minori di Casal del Marmo il 28 marzo 2013, rito ripetuto nello stesso luogo, undici anni dopo, il 6 aprile 2023. Prima della pandemia il Pontefice aveva visitato le carceri di Roma Rebibbia nel 2015, Paliano nel 2017, Roma Regina Coeli nel 2018 e Velletri nel 2019. Dopo il covid, nel 2022, Bergoglio scelse il Nuovo Complesso penitenziario di Civitavecchia per il rito del Giovedì Santo, dedicato ai reclusi di diverse età e nazionalità. Particolarmente intensi gli ultimi mesi di pontificato. Il 28 aprile 2024 il Papa ha visitato l’istituto femminile della Giudecca, che ha ospitato il Padiglione della Santa Sede per la Biennale. Un mese prima, aveva celebrato la messa in Coena Domini del Giovedì Santo nella casa circondariale femminile “Germana Stefanini” di Roma. Qualche giorno dopo, il 18 maggio, ha pranzato con i detenuti della casa circondariale di Verona. Il 26 dicembre Francesco ha aperto la Porta Santa nella chiesa del Padre Nostro nel penitenziario romano: “La prima Porta Santa l’ho aperta a Natale in San Pietro, ma ho voluto che la seconda fosse qui in un carcere. Ho voluto che ognuno di noi tutti che siamo qui, dentro e fuori, avessimo la possibilità anche di spalancare le porte del cuore e capire che la speranza non delude”. L’ultima visita al carcere romano di Regina Coeli giovedì scorso, un breve ma intenso passaggio: “Sempre mi é piaciuto venire in carcere per fare la lavanda dei piedi – ha detto Papa Francesco, rivolgendosi ai detenuti che lo hanno accolto -. Quest’anno non posso, ma sono vicino a voi”.

Capece ricorda con particolare emozione l’udienza nel 2019 con i soci dell’Associazione nazionale polizia penitenziaria quando indossò la bustina dell’Associazione. “Il gesto simbolico del Papa è stato interpretato come un riconoscimento a tutti coloro che hanno indossato, negli anni, l’uniforme del corpo degli agenti di custodia e del corpo di polizia penitenziaria. Tutti coloro, cioè, che l’Anppe rappresenta. Papa Francesco ci disse: «Anzitutto alla polizia penitenziaria e al personale amministrativo vorrei dire grazie. Grazie perché il vostro lavoro è nascosto, spesso difficile e poco appagante, ma essenziale. Grazie per tutte le volte che vivete il vostro servizio non solo come una vigilanza necessaria, ma come un sostegno a chi è debole, voi ponete le basi per una convivenza più rispettosa e dunque per una società più sicura. Grazie perché, così facendo, diventate giorno dopo giorno tessitori di giustizia e di speranza».

“La segreteria generale del sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe e gli iscritti tutti esprimono sincero cordoglio e ricordano in Papa Francesco la tenacia e la caparbietà di un Uomo che alle chiacchiere, rispetto ai problemi delle carceri, ha preferito i fatti e gli atti concreti”, conclude Capece.

Aggiornamento del 22 aprile 2025, ore 10.34 - Papa Francesco, Castellone (M5S): "Tra i pochi a prendere posizione su Gaza. Sempre dalla parte degli ultimi e degli oppressi" - "Tra i pochi, pochissimi, ad aver preso pubblicamente posizione su quanto sta accadendo a Gaza." così la vicepresidente del Senato Mariolina Castellone riprendendo la testimonianza di Padre Gabriel Romanelli, sacerdote di Gaza, pubblicata questa mattina su La Stampa. "La grandezza di Papa Francesco, la potenza del suo messaggio e la forza del suo ricordo, è racchiusa anche in questo. La testimonianza di Padre Gabriel Romanelli, sacerdote dell'unica parrocchia cattolica della Striscia di Gaza, lo conferma. Francesco è stato un Papa che non ha mai avuto paura di schierarsi con chi era oppresso. Si è occupato fino alla fine dei bambini di Gaza, che ha chiamato anche poche ore prima di morire; ha visitato i detenuti del carcere di Rebibbia nella domenica delle Palme. Ha portato la voce dei poveri, dei migranti, degli emarginati. Ogni giorno del suo pontificato. Sta ora a tutti noi, nel nostro piccolo, portare avanti il suo insegnamento".

 

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